Da Nuoro al Tibet il sogno in altitudine di Angelo Lobina

Angelo, Paolo e Giancarlo trascorrevano serate intere arrampicando sulle rocce del Monte. La meta preferita era Punta Fumosa, che scalarono in ogni modo, gareggiando a chi saliva più svelto o a chi la ripeteva più volte. Usuali prove di selezione tra ragazzi; per uno di loro però arrampicare diventerà molto più di un passatempo e sarà proprio la roccia a portarlo molto "in alto". Angelo Lobina ha oggi cinquantadue anni e nel Monte ha scalato parecchio. Sui massi arrotondati, straordinarie palestre di boulder, ha forgiato l'agilità e la forza necessarie per affrontare prove difficili nell'arrampicata sportiva, sino a sfiorare l'8b come grado di difficoltà. Ma soprattutto ha raffinato una innata eleganza di movimenti, anche nell'affrontare i passaggi più delicati. Caratteristica che non è sfuggita ad un acuto osservatore delle cose di montagna: Mauro Corona, l'estroso scrittore, scultore e scalatore col quale Angelo effettuò una occasionale arrampicata sulle pareti di Erto, in Trentino, vedendolo salire commentò «scali come un gentiluomo». Col tempo nel rapporto tra Angelo e la montagna si insinua, con crescente consapevolezza, l'esigenza di salire sempre più in alto, possibilmente da solo. E lo sforzo intenso e acrobatico dell'arrampicata sportiva cede il passo alla scalata classica. Che prova qua e là sulle Alpi, scoprendosi e cercando di scoprire dove vuole arrivare. Una prima esperienza in Tibet inizia a dar forma ad un sogno, che dopo la salita sull'Aconcagua, la vetta più alta dell'America Latina, raggiunta insieme allo scalatore gavoese Paolo Mulas, diventerà un preciso progetto: cimentarsi nelle Seven Summits, la scalata delle cime più alte dei sette continenti. Nata nel 1985, rappresenta una delle prove più difficili da affrontare ed è stata portata a termine solamente da 350 alpinisti, di cui solo otto italiani (il primo fu Reinhold Messner); Lobina, nel caso, sarebbe il primo sardo a compiere l'impresa. Intanto nel mese di luglio è salito sull' Elbrus, in Russia, la cima d'Europa, e in ottobre conta di scalare il Kilimanjaro. Sinora si è mosso contando esclusivamente sulle su forze, ma per andare avanti avrà assoluto bisogno di aiuti esterni. Così è iniziata l'altrettanto faticosa ricerca di sponsor, pubblici e privati, che credano e condividano l'iniziativa. Perché quella bandiera dei Quattro Mori e la maglietta dell'Aisla (di cui Angelo è testimonial) portate in cima alle vette più alte del mondo, non vogliono testimoniare solamente la passione di uomo, ma anche il valore profondo della gente di Sardegna. Per saperne di più: www.sardegna7summits.it, il sito dove Angelo parla di un sogno diventato progetto di vita. ©RIPRODUZIONE RISERVATA