Il progetto degli scolari: ecco la città che vogliamo

OLBIA Chiuderà domani i battenti al museo la mostra dei progetti che hanno preso parte al concorso di progettazione per la realizzazione della scuola materna e primaria che verrà utilizzata al posto di quella di Maria rocca, diventata inutilizzabile dopo l'alluvione del 18 novembre scorso. Soddisfatto l'assessore all'urbanistica Carlo Careddu e quello alla pubblica istruzione Giovanni Antonio Orunesu, che hanno sostenuto con entusiasmo l'iniziativa. «La mostra – ricorda Careddu – conclude la prima fase del percorso che darà a Olbia una nuova scuola. L'idea del concorso è scaturita da una situazione di eccezionalità, che ha fatto emergere lo spirito di solidarietà e il desiderio degli architetti che hanno partecipato, di dare un contributo alla città di Olbia dopo la disastrosa alluvione. Una solidarietà che ci ha commosso, e per questo ringraziamo l'ordine degli architetti di Olbia Tempio e il suo segretario Stefano Navone». Ora si passerà alla fase attuativa. «Credo che la nuova scuola potrà essere realizzata entro otto, dieci mesi. Nel frattempo la mostra sarà anche esportata ib provincia di Caserta, nel paese di origine dell'architetto vincitore del concorso, Giuseppe Diana». Careddu sottolinea anche un altro aspetto. «Nella mostra è stato ospitato anche un plastico dei bimbi della scuola Immi di Olbia. Progetto realizzato anche grazie all'assessore Orunesu, e che prevede il coinvolgimento dei bambini nella progettazione della città futura. L'approccio dei bambini è sicuramente diverso da quello degli adulti, e da loro possono arrivare tante idee interessanti». Alla realizzazione del progetto Costruiamo la nostra città hanno lavorato i bambini o la Scuola dell'infanzia Immi, di via Pirandello. Una scuola paritaria fondata da Clementina Marroni e Franceschina Grixoni nel 1966 e da allora è presente ad Olbia.L'idea di costruire un plastico della città di Olbia nasce da un progetto di ampliamento dell'offerta formativa della scuola ed è stato realizzato nel laboratorio di espressione artistica coordinato dalla pedagogista Fiorella Casabona. La scuola ha poi deciso di donarlo alla città di Olbia come simbolo di rinascita e di ripresa e con l'augurio che possa tornare presto ad essere una "città felice" come recita il suo nome. E' stato poi Carlo Careddu ha lanciare la proposta di ospitare questo lavoro all'interno della mostra dedicata alla riprogettazione della Scuola Maria Rocca con la volontà di valorizzare il punto di vista dei bambini come base per insegnare agli adulti ad osservare la realtà senza sovrastrutture ed essere ancora capaci di meravigliarsi.(red.ol.)