"Padre nostro", i Sabot sulle rotte della cocaina

SASSARI La peculiarità di essere un collettivo di scrittura non si esaurisce con la pubblicazione di romanzi stesi a più mani, ma si esprime anche mettendo in campo esperienze e conoscenze extraletterarie. È ciò che è successo intorno alla promozione di "Padre nostro", il romanzo del collettivo Sabot appena pubblicato da Rizzoli, 440 pagine, 19 euro). Ancora prima che il libro arrivasse sugli scaffali, sul web sono stati rilasciati in sordina alcuni brevi audio-racconti ribattezzati "voice trailer" che in forma gratuita anticipavano i singoli personaggi protagonisti della trama. Immagini e musiche inedite composte ad hoc e arricchite da collaborazioni eccellenti, come quella con l'attrice Elena Ferrari, che ha prestato la propria voce alla combattiva Tania Sagrado, tenente della Guardia Civil tra i protagonisti del racconto. Testi originali, che nulla sottraggono ai contenuti del romanzo, e che restano disponibili online in forma di play list. «Una sorta di aperitivo, o se vogliamo essere onesti, visto che l'escamotage è stato mutuato dai meccanismi usati nelle serial tv che stanno ormai abbattendo i confini tra cinema e fiction televisive, potremmo definirli degli "spin off" del romanzo», dice Andrea Melis, componente del collettivo che, pur non firmando il romanzo, ha orchestrato la campagna mediatica promozionale, a riprova che l'officina letteraria dei Sabot si muove in maniera collettiva. Le stesse performance sono poi state eseguite dal vivo nel tour di presentazione: quelle voci e quelle musiche si sono materializzate in carne e ossa per il pubblico, sui palchi di piccoli teatri, nei circoli e ovviamente nelle librerie. «Nulla può sostituire il rapporto con il pubblico e il piacere di confrontarci di persona con i nostri lettori. Per cui continuiamo a promuovere i nostri romanzi (due, usciti a breve distanza, oltre a "Padre nostro" anche "La notte delle Pantere", sequel di una "Brutta storia", edito da Edizioni e/o e scritto da Piergiorgio Pulixi) in maniera tradizionale. Il fatto è che metà collettivo vive nella penisola, qualcuno all'estero, altri in Sardegna. Per cui i canali web aiutano a fare da collante. E soprattutto permettono di contaminarci con altri generi culturali come la musica, il teatro e il cinema» Non è un caso che subito dopo l'uscita del libro sia stato girato anche un booktrailer, con protagonista un altro artista di estrazione non letteraria: Alessandro Diablo Spedicati, voce dei Sikitikis. «Più che di booktrailer – spiega il regista Andrea Melis – noi preferiamo parlare di micrometraggi, opere parallele al romanzo, con una loro dignità che le rende un sottogenere del cortometraggio, per cui avviene una scrittura e una progettazione ad hoc». Sono produzioni interne al collettivo, nelle quali gli autori convogliano le proprie competenze di musicisti, programmatori, grafici, film maker, professionisti di vari ambiti. E così l'universo narrativo è uno spazio in continua espansione, che vedrà impegnato il collettivo anche stasera sul palco presso la terrazza del Teatro Massimo a Cagliari, all'interno della rassegna "Sotto le stelle del cabaret" (ore 20, ingresso 3 euro che varranno come riduzione del prezzo di copertina sull'acquisto del libro). «Stasera sul palco del Teatro ufficializzeremo anche il progetto che ci vedrà collaborare con la Nuova Sardegna, con un ciclo di racconti inediti che potremmo considerare delle bonus track: quattro racconti capaci di stuzzicare chi non ha letto il romanzo, o di appagare con ulteriori contenuti extra chi ha già avuto modo di leggerlo in attesa delle prossime uscite. Insomma, anche qui abbiamo voluto portare in letteratura dei meccanismo che sono tipici del cinema o della produzione musicale che fa uscire i "singoli" prima degli album completi». Nel frattempo, tra recensioni su blog e incontri letterari in giro per l'Italia, continuano anche le presentazioni sperimentali, come le incursioni attraverso i live su twitter organizzati da @CasaLettori, dove in un'ora e mezza di serrato confronto con i follower del social network gli autori di "Padre nostro" hanno risposto alle domande dei lettori nel limite stringente dei 140 caratteri. (red.c)