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di Piero Marongiu wMACOMER Oggi alle 16 scadranno i termini previsti dall'asta on-line per la presentazione delle offerte di acquisto dei macchinari del Calzificio Queen. Ancora poche ore quindi per conoscere il destino di uno degli stabilimenti del settore tessile che fino a pochi anni fa non aveva certo problemi di commesse. Dopo il fallimento della società, avvenuto circa due anni fa, 150 lavoratori andarono in mobilità, mentre una sessantina vennero assorbiti dalla FT calze e attualmente sono in cassa integrazione. Con la probabile vendita dei telai e degli altri macchinari, per loro si chiuderanno le speranze di una ripresa della produzione. Al momento non è dato sapere se alla società Gobid, una piattaforma on-line che gestisce aste industriali con sede legale a Milano, che si occupa della vendita dei macchinari della Queen, siano pervenute offerte. Di certo si sa che l'asta telematica si chiuderà alle 16 di oggi. Il prezzo base dei 478 lotti in vendita è stato fissato in 2.843.184,07 euro e prevede un rilancio minimo di 10mila euro. Mentre il diritto di partecipare all'asta potrà essere acquisito solo dopo aver depositato una fideiussione di 284mila euro. I lotti, composti da macchinari, telai per la filatura e la tessitura, arredi per ufficio e giacenze di magazzino, sono sicuramente appetibili e sarà difficile che l'asta vada deserta. Le poche indiscrezioni trapelate fanno pensare che i compratori non mancheranno, anche perché le attrezzature messe in vendita, che costituivano gli impianti del calzificio, sono di nuova generazione e poco utilizzate. Con l'alienazione dei macchinari si perderà un altro pezzo di quello che è stato il patrimonio tessile dell'area industriale di Tossilo, cancellato inesorabilmente in pochi anni da politiche industriali, spesso finanziate con soldi pubblici, che hanno prodotto più danni che benefici al territorio. Senza macchine e senza attrezzature cadranno quindi anche le speranze coltivate da un gruppo di ex dipendenti di rilevare parte dello stabilimento e riprendere la produzione. «Tempo fa – dice Jose Mattana, della Cgil – un gruppo tessile austriaco sembrava interessato a rilevare lo stabilimento, ma poi non se n'è saputo più nulla e su quegli impianti è calato nuovamente il silenzio». Ma oltre ad attrezzature e macchinari sarà alienata anche l'area. L'asta (secondo le procedure previste dalle aste giudiziarie) è stata pubblicata il 17 giugno e le offerte si potranno presentare fino alle 16 del 3 ottobre. L'apertura delle buste è prevista alle 12 del giorno 6. Per aggiudicarsi l'intero complesso, composto dallo stabilimento industriale, i piazzali e le aree verdi, per una superficie totale di oltre 105 mila metri quadrati, di cui 27 mila coperti, occorreranno poco più di 5 milioni di euro