«Troppi errori», Grillo furioso

ROMA Senato contro Camera, Milano contro Roma, deputati contro senatori, ortodossi contro dissidenti. Insomma, tutti contro tutti. A quattro giorni dal voto delle Europee, il M5S appare incapace di riprendersi dalla delusione ed ancora in preda al caos. Fratture e faide interne, evidenziate dal rimpallo delle colpe per la debacle elettorale, vengono ingrandite dalla pubblicazione di un documento top secret di analisi del voto realizzato dallo staff comunicazione Cinquestelle alla Camera. Lo scontro, stavolta, coinvolge proprio i comunicatori voluti da Gianroberto Casaleggio alla guida dei gruppi delle due Camere. Il documento ufficiale dello staff contiene critiche esplicite sulla gestione della campagna elettorale e suggerisce di puntare sulla tv con una maggiore presenza nei tg; creare una sorta di «governo ombra» all'inglese per conquistare credibilità tra gli elettori; e modificare il sistema di selezione dei candidati. Inviato nei giorni scorsi al quartier generale di Milano, il documento dà da una lettura in chiaroscuro delle Europee. Da una parte si sottolinea che «il Movimento non è crollato» ma dà la colpa del flop agli italiani «che hanno dimostrato di aver bisogno di affidarsi a un uomo forte» come avvenuto con «Mussolini e Berlusconi». Poi si parla di cattivo uso del mezzo televisivo: «I tg li guardano in 15/20 mln di persone ogni giorno», molti più di talk show o trasmissioni. «Per far percepire l'affidabilità del M5S - si legge - non si possono più fare solo denunce senza affiancarle a proposte e soluzioni». E a tal proposito viene suggerita la presentazione di «una squadra di governo». Dopo la pubblicazione dell'analisi, però, si scatena il caos. Fonti parlamentari del Senato lasciano trapelare che il documento ha mandato su tutte le furie Casaleggio e Beppe Grillo. I due cofondatori non condividono l'invito a puntare sulle tv e sarebbero rimasti allibiti da «critiche che mettono in cattiva luce il Movimento». «È l'opposto di quello che abbiamo detto», avrebbe detto Casaleggio. Tuttavia la notizia di un Casaleggio furioso viene smentita da fonti Cinquestelle alla Camera che, al contrario, asseriscono di non avere alcun problema con Milano e rilanciano, a loro volta, la palla a Palazzo Madama. L'unica certezza è che tra i gruppi comunicazione a Palazzo Madama e a Montecitorio è in corso una guerra fratricida. Il responsabile comunicazione di Palazzo Madama e coordinatore degli uffici delle due Camere Rocco Casalino viene visto nel pomeriggio dirigersi alla Camera per avere un chiarimento. Rimbalzano le voci di licenziamenti da una parte e dall'altra. Anche a Milano il clima è pesante. Alla Casaleggio non sarebbe piaciuta neanche una analisi presentata da Silvia Virgulti, tv coach e collaboratrice dei gruppi, che attribuisce a Grillo e Casaleggio la colpa del risultato elettorale. Alla Virgulti, in particolare, viene attribuita una valutazione negativa sull'effetto «inquietante» del look di Casaleggio con il cappellino che copre le cicatrici della recente operazione. Così come non sarebbe piaciuta una critica a Grillo per le uscite sulla vivisezione di Dudù e sui «processi di popolo on-line» contro politici, imprenditori e giornalisti. In questo quadro si inserisce una nuova variabile: la presenza, sempre più costante, di Davide Casaleggio nelle riunioni M5S. Il figlio del guru milanese ha accompagnato Grillo a Bruxelles per l'incontro con Nigel Farage. Una presenza vista da parlamentari e comunicatori come «ingombrante».