La pop art di Testoni, tra Mamuthones e Walt Disney

di Daniela Paba wCAGLIARI Nella zona riqualificata del vecchio quartiere di Villanova la Libreria di via Sulis, modello unico di nuovo concept store rappresenta uno spazio a metà tra la galleria e la libreria, rigorosamente riservata all'arte contemporanea, attenta a promuovere giovani talenti. In questi giorni ospita una piccola personale di Nicola Testoni, giovane pittore isolano, diplomato all'Accademia di Bologna, innamorato di Casorati e del realismo magico che però reinterpreta alla luce di un immaginario pop, fatto di fantascienza e giocattoli solitari. La mostra, in programma fino al 26 febbraio, comprende una quindicina di tele a olio con un'appendice di poche incisioni realizzate con la tecnica dell'acquaforte. Tratto comune all'intera produzione la cura del segno, che nei dipinti si combina con un uso materico del colore lavorato a spatola, e il tema della maschera a coprire i volti. Il gusto iperrealista, reso evidente dal passaggio fotografico, manifesta nel corpo addormentato sul divano con la maschera dei Mammutones un'attenzione alla luce interna al quadro. Lo stesso ragazzo in maglietta, jeans, scarpe da tennis e testa da mammutones compare seduto sull'asfalto in uno sperduto incrocio di strade. Ma torna ancora, stavolta con la maschera da pianeta delle scimmie, in due quadri gemelli: nel primo ha in mano un megafono, nel secondo stringe un vecchio apparecchio telefonico. In entrambi i casi, dietro la maschera, uno sguardo d'uomo osserva lo spettatore. Tra maschera e volto, la solitudine s'incarna nei giocattoli: Pinocchio, Zio Paperone, scimmiette di legno, elefantini di plastica, occupano la spazio in equilibrio instabile, affianco di oggetti umili e antichi, una pennellessa o una caffettiera di latta. Dipinti con nostalgia maniacale sembrano usciti da uno story board di Tim Burton o dal giocattolaio matto di Blade Runner. Quando Nicola Testoni si cimenta con soggetti più classici come le mature morte con mele o melagrane l'incanto è nella tridimensionalità dei pomi, nella resa plastica della luce e del colore. Felicità del tratto tanto più evidente nelle incisioni che, seppure legate a una dimensione da esercizio accademico, riducono nei segni l'umanità dei corpi, nascondono il volto dietro il mistero di una maschera.