Romangia Servizi, Città Giusta attacca la maggioranza

SORSO Entro il 30 settembre 2013 i Comuni con meno di 30mila abitanti devono liquidare le società costituite o cederne le partecipazioni, secondo quanto previsto dall'articolo 14, comma 32, della legge 122 del 2010. Secondo l'associazione Città Giusta esistono alcune possibilità di salvataggio per la Romangia Servizi, la partecipata del Comune incaricata della manutenzione del verde che da tempo naviga in cattive acque: avere i bilanci degli ultimi 3 anni in utile o, in alternativa, stringere accordi con altri Comuni in modo che la somma complessiva dei rispettivi abitanti superi la soglia dei 30.000. «La prima possibilità va scartata – si legge in un comunicato –. La Romangia Servizi non ha gli ultimi 3 esercizi in utile. La seconda possibilità non è mai stata formalmente esplorata e il consiglio comunale è stato interessato del problema solamente nell'ultima seduta, quella del 3 agosto. In quella sede non è stato possibile presentare una mozione urgente da parte della minoranza che poneva il sindaco di fronte alle proprie responsabilità, vale a dire esprimere con un voto formale (previsto dalla legge) la exit strategy della società ad intero capitale pubblico: vendere le quote o mettere in fallimento la società. Una situazione che, se non fossero rispettati i termini, vedrà l'intervento del Prefetto nel breve periodo per commissariare la società e metterla in fallimento». La società che, per conto del Comune, cura la manutenzione delle aree verdi di Sorso attraverso l'impegno degli ex lavoratori socialmente utili oggi in cassintegrazione, è gravata da un mare di debiti. In una recente, drammatica assemblea, i lavoratori avevano chiesto la cancellazione del consiglio di amministrazione in modo che potessero essere tagliati i costi. «Con rammarico prendiamo atto del comportamento incoerente della politica locale di fronte alle assunzioni di responsabilità – conlude con durezza la nota di Città Giusta –. Una politica decisionista là dove si tratta di transare l'accordo su Li Nibari tutto a favore del privato e, di contro, quando si tratta di dare risposte ai problemi dei comuni mortali si aspetta il 30 settembre. Senza muovere un dito».