Siniscola alza la voce contro Abbanoa: «Basta aspettare»

di Salvatore Martini wSINISCOLA I problemi alla rete idrica e il balletto di ordinanze sulla non potabilità dell'acqua tornano nuovamente in consiglio comunale, domani alle 18.30, con l'intervento dei vertici di Abbanoa. Il "caso Siniscola" continua infatti a far discutere, imponendosi come uno dei più emblematici. Nella città baroniese le cose non vanno affatto bene. La popolazione è esasperata dal susseguirsi dei divieti di utilizzo dell'acqua, ai quali si aggiungono gli importi stellari delle bollette, che non prevedono sgravi o rimborsi per i periodi dei fuori norma. Monta poi la polemica per le condizioni non proprio ottimali degli impianti, per l'interruzione del servizio nella zona industriale e per i disagi sopportati anche in altri rioni, dove spesso si segnalano delle perdite idriche, segno di tubature che necessitano di una riqualificazione radicale. Di questo il consiglio comunale ne parlerà con il commissario dell'Autorità d'ambito territoriale, Sandro Bianchi, e con l'amministratore unico di Abbanoa, Carlo Marconi, e del direttore generale, Sandro Murtas. La maggioranza intende ottenere impegni certi dall'ente idrico, reclamando una serie di interventi considerati di primaria importanza per dare risposte al territorio. Il sindaco Rocco Celentano ha chiesto alla Ato un impegno spesa di un milione di euro per riqualificare il sistema idrico, seguito poi da un'ulteriore richiesta ad Abbanoa affinché sistemi i guasti al potabilizzatore di Mattalacana. Anche la minoranza è un fiume in piena. I gruppi invitano i siniscolesi a non mancare al Consiglio. «Da anni Siniscola viene approvvigionata con acqua di pessima qualità – scrive l'opposizione – e le problematiche al sistema idrico sono innumerevoli, configurando una situazione di emergenza». Sul caso è durissimo il consigliere provinciale Pier Paolo Coronas, che ha la delega alle risorse idriche. «Abbanoa va chiusa – afferma senza mezzi termini – e in tutta la Sardegna va ripensata la gestione delle acque ad uso domestico. Abbanoa è inefficiente. I disagi e gli alti costi sono sotto gli occhi di tutti. Agli utenti locali deve arrivare l'acqua del Montalbo, non più mischiata con quella della diga di Torpé. Si tratta di emergenze – conclude Pier Paolo Coronas – che non possono più aspettare».