Memorie tempiesi: rivive in internet la Tipografia Tortu

di Sebastiano Depperu wTEMPIO I macchinari sono stati spenti da anni. L'insegna della tipografia Tortu, a Tempio, però è ancora visibile in piazza d'Italia. La storia dell'illustre azienda ritorna alla luce grazie ad un inedito studio svolto da Guido Rombi, bibliotecario della cooperativa Athena e dottore di ricerca, autore e curatore di interessanti opere (edite da Vita e Pensiero e Carlo Delfino) e varie ricerche sulla storia sociale, religiosa e politica della Sardegna. Il risultato della ricerca va ad arricchire il sito internet del Sistema bibliotecario Alta Gallura. La storia editoriale della Tipografia Tortu comincia nel 1895 quando, il 15 gennaio, il suo fondatore Giacomo stampa il giornale «Progredendo». Giacomo nacque a Laerru il 4 dicembre 1859. Sposato con Mariangela Bajardo si trasferì a La Maddalena. Intorno al 1894-1895 avviò nell'isola una cartoleria-tipografia. Quanto si è detto riguardo al trasferimento della famiglia e alla nascita della tipografia a La Maddalena (non Tempio, quindi, come ad oggi si credeva), sono da considerarsi ipotesi molto probabili. L'apertura della tipografia nel capoluogo gallurese avvennero tra il 1897 e il 1898: così indicherebbero il terzo titolo del catalogo, del 1898, che riporta per la prima volta Tempio come unico luogo di pubblicazione. Per alcuni anni, però, Giacomo Tortu mantenne a La Maddalena una succursale. Giacomo Tortu morì prematuramente il 16 gennaio 1906 a Pozzuoli, dove si era recato per curare la tubercolosi che da alcuni anni l'aveva colpito. Aveva da poco compiuto 46 anni. A questo punto nella tipografia entra in scena la moglie Mariangela. Maestra elementare, una figura di donna manager inedita nell'Italia del primo Novecento. Sotto la sua guida, affiancata a partire dagli anni Venti dal primogenito Salvino, la tipografia editerà il corpo principale del suo catalogo. Con la morte di Mariangela Bajardo-Tortu (6 novembre 1940), dal 1941 al 1993, anno dello scioglimento, saranno solo tredici le opere editate. Dopo la morte di Mariangela la tipografia fu rilevata dal figlio Salvino. Alla sua, nel 1963, l'impresa passò alla moglie Cordelia Corda e al figlio Giacomo che lasciò però che ad occuparsi della gestione fosse Nino Marzeddu, dal 1964 fino alla sua morte. Di questi anni, la principale impresa culturale fu la ripresa delle pubblicazioni nel 1967 del settimanale "Gallura e Anglona" fino alla nuova interruzione avvenuta nel 1974. Con la morte di Marzeddu, nel febbraio 1992, la tipografia Tortu giunge al capolinea. Come dice Salvino Tortu jr: «La tipografia è stata un vero circolo nel quale si sono confrontate le idee più disparate». ©RIPRODUZIONE RISERVATA