La terza volta di Scanu al Parlamento

ALÀ DEI SARDI Ad Alà dei Sardi Grillo è andato bene, ma non ha trionfato come. Nel paese del Monte Acuto ha raggiunto il 17,3 per cento al Senato, fermandosi al 14.6 alla Camera. Molto bene il Pdl che vince in entrambe le Camere. Bene Monti sempre alla Camera e il Psd'Az. Le sorprese arrivano alla Camera dei Deputati. Ha vinto il Centro Destra con il 26 per cento e il 23,7 di consensi raggiunti dal Pdl. Seconda la coalizione Monti con il 24,5, grazie al 18,6 dell'Udc. Terzo il centrosinistra che prende il 23,4 per cento (18,3 al Pd, 2,8 al Centro Democratico e 2,3 a Sel). Poi arrivano Grillo e il Psd'Az, rispettivamente al 14 e all'8,6 per cento. I sardisti arrivano al 10,1 per cento al Senato, superando addirittura la lista Monti che si ferma l 6, 2. "Ad appena un anno dalla nascita della sezione locale sono già arrivati risultati inaspettati - commenta il segretario cittadino Psd'Az, Alberto Contu - questo ci incoraggia a lavorare ancora di più per il bene del paese e della Sardegna. Cercheremo di coinvolgere, sempre, nei nostri progetti, tutta la comunità e soprattutto i giovani. Grazie a tutti i sardisti alaesi che ci hanno sostenuto. Fortza Paris". Al Senato il primo partito si conferma il Pdl (28.7) e il centro destra (33,4). Il centro sinistra raggiunge il 28,4 (Pd al 25,1). Poi arrivano i grillini con il 17,3. Nessun voto per Giannino ne alla Camera ne al Senato. 1,2 per cento per Ingroia in entrambe le Camere. (s.d.) di Enrico Gaviano wOLBIA Gian Piero Scanu è stato eletto per la terza volta al Parlamento. Dopo l'esperienza da deputato dal 1994 al 1996 con il Partito Popolare, e quella della precedente legislatura a Palazzo Madama, ritorna a Montecitorio sotto le insegne del Partito democratico. Nato a Telti nel 1953, è stato oltre che sindaco di Olbia anche sottosegretario nell'ultimo governo Prodi. Un curriculum solido, che servirà in questa nuova legislatura, che si annuncia molto difficile. Pensava di poter essere rieletto? «Ero fiducioso sulla possibilità di tornare in Parlamento – dice Scanu –. Ora le sfide da affrontare sono principalmente due, entrambe esclusivamente in chiave sarda. La prima è quella del lavoro per la nostra isola. Un lavoro compatibile con la salute e l'ambiente. Un paradigma quello di salute, ambiente e lavoro che spesso non è stato rispettato» E l'altra sfida? «E' strettamente legata alla prima: far nascere finalmente un Partito democratico sardo, confederato con quello nazionale ma autonomo. Che possa portar avanti un programma cucito su misura sulla Sardegna. Il lavoro, insieme a questione delle entrate, continuità territoriale, servitù militari, bonifiche. Tutte emergenze da affrontare con un partito forte, in cui la componente identitaria, l'essenza della sardità, deve prevalere». Come giudica il risultato ottenuto dal Pd in Sardegna e in Italia? «I dati più o meno si equivalgono. Nel senso che da noi come nel resto d'Italia il Pd è il partito guida. Ma il fatto di essere in quella posizione non ci consente di parlare di vittoria. Siamo primi ma non abbiamo vinto». Che succede ora? «Non sussistono le condizioni per una proposta autonoma da parte del Centrosinistra. Tocca al Capo dello stato fare le mosse. Detto che non si può pensare a un accordo con Berlusconi, immagino che Bersani possa avere l'incarico e il suo governo proponga di volta in volta le iniziative che poi devono trovare le convergenze in Parlamento. Diciamo che una delle prime iniziative, nello spirito di salvaguardia dello Stato, deve essere una buona legge elettorale, visto che questa sta bloccando il Paese dal 2006». Questo governo può funzionare? «Sicuramente non può pensare di vivacchiare, di andare al ribasso. Ma deve puntare a riforme importanti. Chissà, magari funziona meglio il governo anomalo piuttosto che quello canonico. Bisogna provarci. Per il bene dell'Italia». L'exploit di Grillo? «Intanto va sottolineato che ha sfondato soprattutto al Meridione, nelle regioni più povere. La gente ha mandato un segnale forte in quei territori dove la crisi, come in Sardegna, sta diventando drammatica. Ma la proposta di Grillo è stata letta come un segnale di speranza, e anche a mese sembra così. Nettamente diversa da quella di Berlusconi, che ancora una volta ha utilizzato l'arma dell'inganno. Come definire altrimenti il brumeggio di promesse: Imu, tasse, addirittura soldi di tasca propria. Un nuovo rigurgito di proposte truffaldine». Il Pd ha sbagliato qualcosa. «Sicuramente. Soprattutto quando ha pensato che le primarie avessero messo le ali alla coalizione. Non criminalizziamo però Bersani, che ha fatto tanto». Che promessa si sente di fare? «Che non si verificherà mai che io possa soffrire del complesso dello statista. Andare a Roma con l'idea di dimostrare di essere bravo. Io come gli altri amici del centrosinistra eletti in Sardegna, penseremo solo alla nostra isola».