Rivive l'epopea dei caseari arrivati dal "continente"

di Paolo Maurizio Sechi wMACOMER Ci furono anche i pionieri del settore lattiero-caseario, alla fine dell'Ottocento, a dare impulso allo sviluppo di Macomer. Imprenditori arrivati per lo più dal allora lontano "continente". Un momento e un'epopea felice che a Macomer è stata rivissuta nei giorni scorsi con l'arrivo di Maria Centola, classe 1927, invitata dall'associazione culturale S'Adde sui luoghi calcati cento anni fa dal padre Domenico. All'epoca Macomer contava poco più di tremila abitanti. Il settore agropastorale e le attività commerciali e artigianali di cui la "Villa" si stava dotando, ma soprattutto la ferrovia che collegava il sud al nord dell'isola, inaugurata nel 1880, ne facevano un importante snodo per passeggeri e merci. Divenne uno dei primissimi nuclei produttivi della Sardegna con la nascita dei caseifici industriali. La storia del pecorino romano, prodotto in Sardegna ed esportato negli Stati Uniti, iniziò proprio a Macomer agli inizi del 900 con lo sbarco dei primi industriali caseari continentali: Bozzano, Bertolli, Castelli, Cannavale, Albano. E Centola, appunto. Si insediarono a ridosso dell'abitato, su un'area di circa 5 ettari, ora un vero e proprio concentrato di archeologia industriale in completo abbandono. Macomer non è più il centro di riferimento per la produzione del pecorino romano controllato per il 50% dalle cooperative. S'Adde, dopo diverse ricerche e ricognizioni nelle rovine dell'ex caseificio Centola, nell'ingresso nord dell'abitato ne ha ricostruito la storia. Domenico Centola, di Ferrandina in Basilicata, fu tra i primi a investire a Macomer nel 1908 aprendo il caseificio per la produzione e l'esportazione di pecorino romano e ricotta forte negli Stati Uniti sfruttando il momento di grande immigrazione degli italiani in America che gradivano arricchire la pasta con un formaggio salato a dai sapori forti. Morto Domenico Ventola nel 1938, l'azienda fu gestita dall'institore Giuseppe Scarpati di Meta di Sorrento ma residente a Macomer sino al 1948. Nel 1956 il caseificio fu rilevato dalla ditta Bozzano che continuò la produzione sino al 1979. S'Adde ha invitato a Macomer Maria Centola, ultima nata della famiglia che ha sempre vissuto a Napoli ma con il desiderio di visitare i luoghi sempre raccontati dal padre. Accompagnata dal nipote, ha avuto modo di visitare e rianimare il vecchio caseificio abbandonato e la città rivivendo la storia della sua famiglia. Dopo essere stata ricevuta dal sindaco Uda ha incontrato a Bosa Luigi Bozzano, figlio di uno degli imprenditori che rilevarono l'azienda del padre.