«Ho sbagliato un gol fatto col Palermo ci riproverò»

CAGLIARI Fumantino e pronto a difendere un po' tutto: maglia, pallone, amicizia, compagni. Eppure, riesce a tenere la calma. Forse, lo aiuta il sangue del papà indonesiano di etnia batak. Radja Nainggolan non si dà pace: «Ho sbagliato un gol clamoroso. Avrei potuto cambiare la partita. Con l'Atalanta non abbiamo saputo concretizzare». Lo sfogo del mediano rossoblù è pacato. Caviglia bloccata da una fasciatura («Nulla di grave, un contrasto con Raimondi»), Nainggolan è uno dei cinguettatori del Cagliari. Su twitter dopo la gara con i bergamaschi è stato chiaro: «Che gol che ho sbagliato. Incredibile. Sono troppo deluso». Tra rabbia e rammarico. Ieri, il secondo messaggio: «Non si possono mai buttare via punti». E invece si pareggia, rischiando la beffa. «Se non c'è Pinilla, battono Larrivey e Conti. Ha tirato chi se la sentiva. Due rigori sbagliati spezzano le gambe. È andata così, inutile rimuginare». Una partita storta. Carica di tossine dopo una settimana unica negli scenari calcistici. «Sapevamo delle difficoltà per giocare a Is Arenas. Ma dobbiamo solo lavorare bene». Di fatto, la squadra ha assorbito, prima durante e dopo, le tensioni di un match a porte chiuse, con una serie di precarietà. «Supereremo anche questo momento, uniti e compatti. Is Arenas ci farà avere al fianco i nostri tifosi: senza il loro sostegno è tutto più difficile». Radja Nainggolan, classe '88, nato ad Anversa e maturato calcisticamente nel Germinal Beerschot, è al Cagliari dal gennaio 2010. Lo segnala Allegri, dopo averlo visto a Piacenza. Un anno dopo il direttore generale Marroccu convince Cellino. Nainggolan in Sardegna parte a mille. Si sposa con Claudia, originaria di Serramanna, e il 30 gennaio di quest'anno diventa papà di Aysha. Un ritratto da libro Cuore. Ma nelle ultime due sessioni di mercato, pare in partenza: «Le attenzioni delle top fanno piacere. Ma sto al Cagliari», dice il numero 4, dribblando Juve, Milan, Roma e club russi. Il patron gioisce. Nainggolan è un assegno circolare. Intanto, con 85 gare in A (4 in Coppa Italia) A e 3 reti, fa parte dello zoccolo duro. «Siamo un bel gruppo e vogliamo levarci qualche soddisfazione. I tifosi stiano tranquilli, ci sarà da divertirsi». Ma il pari con l'Atalanta è indigesto. «Si sono difesi in dieci nella loro metà campo. Per fortuna abbiamo pareggiato. Ma ora pensiamo al Palermo». E alla Roma, la prossima in casa: «Giocare col calore della tifoseria ci aiuta. Il silenzio di domenica è stato davvero brutto». Mario Frongia