È di oggi la notizia sulla soppressione della sezione staccata di Olbia del Tribunale di Tempio. Anche se questo rientra nella politica dei "risparmi" adottata da Monti, credo che l'accentramento delle strutture amministrative al servizio dei cittadini comporti vantaggi molto discutibili in termini di efficienza e svantaggi evidenti per l'utenza. Ci sono servizi che debbono essere necessariamente decentrati, in primo luogo quelli sanitari per le prestazioni più comuni. Mentre si sono già levate le critiche e gli strilli di tipo campanilistico per la soppressione del tribunale di Olbia, nessuno ha protestato per la chiusura di un'ala del reparto di Medicina dell'ospedale di Tempio, e quello che dovrebbe essere un ospedale al servizio di un'estesa utenza dal capoluogo fino ad Aglientu e a Luogosanto è stato declassato a Presidio. Privare Tempio dell'unica sua risorsa, i servizi storicamente sempre presenti, sarebbe condannarla a morte. Perché non utilizzare per altre attività decentrate i locali resi disponibili nell'ospedale di Tempio o anche gli edifici pubblici inutilizzati? La Asl di Olbia-(Tempio) continua a pagare a Tempio grossi affitti quando il Comune potrebbe offrire ospitalità al Servizio veterinario, confinato al sesto piano di un edificio condominiale, o il Serd, alloggiato in locali in affitto. Il discorso dovrebbe riguardare anche gli altri uffici che costano centinaia di migliaia di euro in affitti, Ispettorato forestale male alloggiato in locali striminziti, Polizia, Carabinieri. Questa sì che sarebbe un'autentica "Spending review". Marcello Scano Tempio Nella lettera del mio concittadino ci sono tre cose tutte da condividere. La prima, se mi è permesso, è che non c'è nulla di quella contesa campanilistica che a livello di vulgata popolare si immagina fra Tempio e Olbia. La seconda è l'affermazione che di fronte alle legittime proteste di Olbia contro le minacce della spending review non c'è stata una ugualmente legittima protesta di Tempio: caro Marcello, tutta la storia recente della Gallura è fatta così, Tempio sta zitto e Olbia piglia tutto. Però, attenzione: è Olbia che fa il suo dovere, l'assordante silenzio di Tempio è causa, non effetto, d'un ormai cinquantennale declino. La terza è l'indicazione precisa del miglior uso che si potrebbe fare di tanti locali dismessi o in via di dismissione: ma quando mai s'è visto che un potere centrale ascoltasse la voce dei cittadini?