Anche Orrù si arrende: «Sono solo, non potevo fare di più»

ELMAS Ad aprile 2013 avrebbe compiuto cinquant'anni. Ed invece è sparito dalla scena del calcio. Parliamo dell'Atletico, storico sodalizio cagliaritano fondato nel 1963 dalla famiglia Orrù, che entro il termine perentorio del 10 agosto scorso non ha completato la propria iscrizione al campionato di Eccellenza. «Viviamo tempi di grande crisi economica - dice Tonino Orrù, presidente di lungo corso dell'Atletico - e la mia famiglia, senza l'aiuto di nessuno, non è più in grado di andare avanti». Il matrimonio tra l'Atletico e l'Elmas non ha funzionato. «Due anni fa siamo tornati a giocare ad Elmas pieni di entusiasmo, portando il massimo campionato regionale - ricorda il patron - ma purtroppo tutti coloro che ci avevano promesso sostegno, dagli altri dirigenti, agli sponsor, all'amministrazione comunale, hanno deluso le nostre aspettative. Non né faccio un dramma, dopottutto si tratta di calcio - prosegue Orrù - e capisco che le difficoltà economiche riguardano chiunque, ma dispiace tanto che debba sparire una società gloriosa, che ha disputato anche dieci campionati di serie D». «Così la squadra non sarebbe andata da nessuna parte - spiega Orrù - perchè i costi veri non sono quelli delle tasse di iscrizione, bensì quelli che servono per sostenere una squadra in Eccellenza per un intero campionato, ovvero almeno centoventimila euro». Orrù pone degli interrogativi: «Avremmo fatto una stagione intera senza pagare rimborsi né ai calciatori né all'allenatore? Avremmo trovato calciatori e tecnico che si sarebbero messi a disposizione completamente gratis? Avremmo rinunciato al campionato dopo la prima giornata? Non saremmo andati a giocare in trasferta? O avremmo disputato l'Eccellenza con la squadra Allievi? E' preferibile chiuderla qui: non avrebbe avuto senso iscrivere la squadra al campionato senza avere i mezzi per mandarla avanti». Certo è che con l'estinzione dell'Atletico si realizza una situazione paradossale: nel periodo in cui sembra affermarsi il cosiddetto fair play finanziario, ovvero uno stile di gestione delle società sportive che punta al taglio delle spese folli per giocatori ed allenatori, proprio Tonino Orrù, che per anni ha fatto dell'"austerity" il proprio biglietto da visita, è costretto a dire basta. Luca Caschili