ROMA Saranno rese pubbliche questa mattina le sentenze della Commissione disciplinare in merito al doppio processo al Calcioscommesse, basato sugli atti trasmessi dalle Procure della Repubblica di Cremona e di Bari, tenutosi la settimana scorsa all’ex Ostello della Gioventù del Foro Italico. L’organo presieduto da Sergio Artico è chiamato a valutare le posizioni di 6 club - Ancona, Bologna, Grosseto, Lecce, Novara, Udinese - e di 25 tesserati, tra cui il tecnico della Juventus, Antonio Conte, il suo vice, Angelo Alessio; i giocatori bianconeri Leonardo Bonucci e Simone Pepe; il difensore del Bologna Daniele Portanova; l’ex capitano dei felsinei Marco Di Vaio. Dei 58 deferiti (13 società e 45 tesserati) dal Procuratore federale, Stefano Palazzi, in 27 (tra cui AlbinoLeffe, Bari, Portogruaro, Siena, Sampdoria, Torino e Varese), invece, hanno preferito patteggiare. «Come presidente della Federazione attendo che parlino le sentenze. Poi ci saranno naturalmente alcuni ricorsi». Così il presidente della Figc, Giancarlo Abete. «C’è grande fiducia negli organi di giustizia - ha proseguito il numero 1 della Federcalcio - Palazzi e la procura in questi anni hanno lavorato molto bene, quindi questo fatto prescinde dalle autonome valutazioni che saranno fatte nei vari gradi dalla disciplinare e dalla Corte di giustizia». Intanto, a Bari le indagini e gli interrogatori proseguono. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere gli ex biancorossi Alessandro Parisi, Marco Esposito e Stefano Guberti, interrogati ieri mattina nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse. I tre, indagati per frode sportiva con riferimento alla presunta combine Salernitana-Bari del 23 maggio 2009, si sono presentati in caserma accompagnati dall’avvocato Piero Nacci Manara. Con quelli di ieri si è conclusa la seconda tranche di interrogatori disposti dalla Procura di Bari per accertare presunte partite truccate, sulla base delle ultime dichiarazioni fatte alla Procura Federale dagli ex giocatori del Bari Andrea Masiello e Vittorio Micolucci. E lavora anche la procura di Genova.- Non ci fu nessuna combine nel derby tra Genoa e Sampdoria del maggio del 2011. Lo sostiene l’ex Sampdoriano Luciano Zauri, ultima e più importante delle persone informate sui fatti della lista della procura della procura di Genova per fare chiarezza su quella chiacchierata partita. Zauri, su delega del pm Biagio Mazzeo, è stato sentito domenica da agenti della digos di Genova. Zauri era stato nominato dall’ultrà del Genoa Massimo Leopizzi in una conversazione telefonica: il tifoso genoano aveva sostenuto che proprio Zauri avrebbe riferito a un suo informatore di una colletta fatta dalla rosa della Sampdoria per un totale di un milione e ottocentomila euro, poi consegnati a cinque giocatori genoani per pilotare il risultato della stracittadina. Zauri avrebbe negato di avere mai detto una cosa del genere. Sembra che il caso sia destinato a una archiviazione per mancanza di prove.