08 agosto 2012 —
pagina 19
sezione: Nazionale
bosa Ricordo di Giovanni Batti sta Columbu nInsegnamenti vecchi e nuovi ci suggeriscono prudenza nell'esprimere giudizi su familiari che hanno avuto anche vita pubblica, riteniamo però di fronte a persone come Giovanni Battista Columbu, di poter trasgredire a tale regola considerata la sua particolare figura di “omine de domo e de garrela” che nella sua esistenza ha ricoperto diversi ruoli sociali. La nostra famiglia sente il dovere di ringraziare e rispettare quanti insieme a lui, vecchi e nuovi, hanno creduto e lottato (ed ancora lo fanno...) in una e per una Sardegna che sia patria in nome di una cultura e di una storia invece sempre viste attraverso il filtro di facili e riduttive esemplificazioni che continuamente ne mortificano espressività e legittimazione. Tornando all'uomo che è stato Battista, in poche righe visto che già altri hanno magistralmente detto e scritto di lui, nonostante i molteplici aspetti delle sue attività ci è facile tratteggiarne un profilo perché fu uomo trasparente e aperto, diretto e umile per antonomasia. Sorridere e rispettare il "nemico-avversario", così come si fa nello sport sano, era il suo atteggiamento durante i confronti anche aspri che non sono certo mancati, ma la sua rivoluzione era armata di sola parola e le sue equazioni semplici: lingua = cultura = popolo = nazione. Il suo campo di battaglia lo ha visto poco da dietro una scrivania e molto nella quotidianità fatta soprattutto di contatti con persone, dalle più semplici alle più importanti, in una numerosità quasi incredibile di incontri e proverbiale fu, certamente in tal senso, la sua disponibilità. Le sue lotte passavano per i libri anche attraverso la zappa, nel senso più ampio di cultura-coltura nel recupero dei fondamenti del buon vivere, nel segno della saggezza dei semplici adeguata al contemporaneo. Di fama e notorietà ne ha fatto bene comune restandone immune dagli effetti meno nobili grazie al vaccino dell'antiprotagonismo di cui si è persa la formula. Questo era l'uomo che abbiamo conosciuto, ha compiuto il suo ultimo viaggio sotto le sue-nostre bandiere e noi siamo fortunati ed orgogliosi ad esserne in qualche modo testimoni e successori e da dentro questo solco, Saludamos e ringraziamos tottu sos chi l'ana connoschidu Famiglia Columbu sassari Ztl, il centro storico? Un ghetto per bipedi nFatico a trovare un nesso logico tra la Ztl e la poca elasticità del commerciante descritto dalla sig.ra Daniela (La Nuova 1°agosto). Però un unico punto in comune c'è: l'ottusità del Comune che si ostina a voler trasformare il centro in una ghetto per bipedi e l'ottusità di alcuni commercianti che non hanno la minima cognizione di "customer care". Oramai il centro è il regno degli zombies, un paesaggio lunare e spettrale dove si vedono deambulare rari personaggi incuranti dell'afa. Si salvano solo i commessi rintanati nei negozi a godersi l'aria condizionata (chi ce l'ha). Entrando nei bar poi si può ricevere la standing ovation per aver avuto la magnanima idea di entrare a far compagnia per pochi minuti al barman. Ma il Comune invece si ostina cocciutamente a difendere la Ztl o al massimo accettando un "salvacondotto" di due ore, anzichè - saggiamente! - fare l'esatto contrario: Ztl dalle 22.00 alle 00.00. Il centro di Sassari da tempo era un malato terminale, ora il Comune ha pensato bene di mettere fine a questa lunga agonia. Con la Ztl! Alessandra Tola Alghero Piccoli sprechi all’aeroporto nAtterriamo all'aeroporto di Fertilia, alle 23 circa, con l'ultimo volo proveniente da Roma e con circa mezzora di ritardo. Tempo buono e molta voglia di rientrare a casa il più presto possibile. L'aereo si ferma a non più di 50 metri dall'ingresso dell'aerostazione. Scendiamo e facciamo per incamminarci verso l'ingresso, ma un addetto ci indirizza con gentilezza verso il bus-navetta sopraggiunto nel frattempo. Saliamo a malincuore e rimaniamo cinque minuti ad aspettare che tutti i passeggeri sbarchino. Il mezzo finalmente si avvia e percorre i 50 metri in circa 10 secondi. Altre volte è invece capitato che l'aereo si fermasse molto più distante dall'aerostazione e che piovesse; ma, nonostante ciò, nessun mezzo ha provveduto al trasporto dei passeggeri a terra. Qual è la logica di tutto questo? Ricordarci che viviamo nel paese degli sprechi e dei paradossi? Forse è proprio questo il motivo. Così chiunque si illuda di cambiare le cose e di farle funzionare secondo logica e raziocinio abbandoni immediatamente la malsana idea. Tonino Orani