di Alfredo Franchini wCAGLIARI Finalmente qualcosa si muove nel sistema economico sardo: il Cipe ha “liberato” 541 milioni di euro di quei Fondi destinati alle aree Fondo sottoutilizzate. Quello strumento che da nove anni il governo utilizza per unire risorse nazionali aggiuntive che si sommano a quelle ordinarie e a quelle comunitarie e nazionali di cofinanziamento. Uno strumento che, come si ricorderà, era stato al centro di grandi polemiche quando il governo Berlusconi decise di spostare in Abruzzo il G8 programmato a La Maddalena; e con l’evento furono spostati anche i Fondi che dovevano essere attribuiti all’isola. La delibera del Cipe era stata sbloccata già da qualche settimana ma la ripartizione è avvenuta ieri. La visita in Sardegna di Fabrizio Barca, ministro per la Coesione territoriale, è stata concretizzata anche se rimangono i vincoli del patto di stabilità che ne limiteranno la spesa. «Un’iniezione di euro, positiva per tutto il sistema economico», commenta il presidente della Regione, Ugo Cappellacci. Sono previsti alcuni interventi mirati, ed è il caso della Sassari-Olbia cui sono stati destinati 78 milioni di euro, ma azioni “ad ampio respiro»: tra queste il Piano Sulcis, finanziato con 127 milioni. Sono destinati agli interventi per la salvaguardia degli impianti produttivi esistenti ma anche per un rilancio del territorio. Oltre al piano programmatico, al Sulcis sono state assegnate importanti risorse per le bonifiche delle aree minerarie dismesse. Per i beni culturali si punta sulla valorizzazione delle sculture di Mont’e Prama, un delitto tenerle, come ora, nascoste. Alla quota dei fondi Fas, attribuiti ieri dal Cipe, si sommano altri tre milioni, a valere sulla programmazione 2000-2006 e questi saranno destinati al restauro e al consolidamento di chiese di particolare interesse storico artistico. Il piano triennale per lo Sport può godere di un buon avvio con venti milioni di euro. Poi, come si può vedere dalla tabella che pubblichiamo accanto, una gran parte delle risorse andrà alla malandata sanità dell’isola con le Asl protagonista nella distribuzione di nuove risorse. E’ un settore strategico che assorbe due terzi del bilancio della Regione e con mali ormai cronici. I fondi Fas saranno destinati a infrastrutture sanitarie e all’ammodernamento tecnologico. A Cagliari si progetta il nuovo ospedale pediatrico e il potenziamento dell’ospedale oncologico: due strutture che dovranno necessariamente essere di livello regionale, al servizio di tutta l’isola. Ma anche i piccoli ospedali, (San Gavino), sono compresi in questo piano. 541 milioni immessi nel sistema sono importanti ma molti economisti sono propensi a valutare le ricadute dalla “qualità” della spesa più che dalla “quantità”, sia pure importante. Da questo punto di vista, anche in campo sanitario, sarà il Consiglio regionale a doversi esprimere sul piano sanitario regionale. Infine per attenuare gli effetti del patto di stabilità soo stati assegnati dal governo 59 milioni. «Sono destinati ai Comuni sardi», ha spiegato l’assessore al Bilancio, Giorgio La Spisa. ©RIPRODUZIONE RISERVATA