ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

Sopravvivere alla stupidità dei censori a mano armata

di Pasquale Chessa Ma una cosa è certa: che per i suoi nemici diventa vitale inceppare il meccanismo opinione/voto. Ecco perché hanno sparato su Alguer.it (e per estensione anche su Tva, la televisione collegata insieme a RadioOndaStereo). Quanta stupidità perciò nel fatto che la fucilata sia arrivata così a ridosso del risultato elettorale, quando Lubrano non ha ancora finito di festeggiare e Marinaro comincia a leccarsi le ferite cercando di capire perché ha perso. Dopo una campagna elettorale così lunga, giocata sui toni della correttezza reciproca, dispiace che il centrodestra, a urne ancora calde non sia riuscito a reprimere la coazione a individuare nell'informazione la causa prima della propria sconfitta. Un autogol: perché conferma l'incompatibilità fra pluralismo e berlusconismo! Le indagini non consentono nessuna ipotesi al momento in cui scriviamo. Ma sarebbe ipocrita negare che nel profondo del sentimento collettivo della città è difficile reprimere la cattiva sensazione che ci sia un nesso oggettivo fra le accuse alla stampa e la fucilata contro Alguer.it. Un lampo che ha sperperato il capitale di prestigio che Alghero era riuscita a raccogliere diventando per qualche giorno il punto di riferimento della politica italiana. La partecipazione di Massimo D'Alema ai festeggiamenti per Lubrano sindaco è stata qualcosa di più che un’occasione. I comizi di Grillo e Vendola hanno avuto un riverbero nazionale. Bum. In un colpo tutto finito. Per una città che si prepara a sfruttare il suo grande capitale turistico, l'emergenza sicurezza diventa prima di tutto un danno economico irreversibile. Ho cercato di scrivere questo articolo sine ira... Spero di esserci riuscito. Ora però debbo informare il lettore che mi abbia sin qui seguito che sul tamburino di Alguer.it figuro come direttore responsabile. Il merito del successo va ovviamente a chi il giornale lo costruisce giorno dopo giorno, da Guido Zoagli a Sara Alivesi a Marco Vukic ad Antonio Burruni e Laura Piras... Il mio ruolo è stato piuttosto quello di un fratello maggiore, anzi un vecchio zio che dispensa consigli e vigila sui principi. Ritengo di essere stato fortunato a trovare un gruppo così pronto a recepire lo stile della corretta informazione. Ma ora con quella fucilata tutti abbiamo perso quel po' della innocenza di cui sentivamo depositari. Cosa posso consigliare adesso alla redazione di Alguer.it? Di lasciar perdere? Di mettersi in salvo? Di chiudere baracca e burattini? Di aspettare che sparino ad altezza d'uomo? In un articolo finora sconosciuto, pubblicato già da un mese su Le Monde, il grande scrittore Albert Camus (quello della Straniero, un capolavoro), ancora giovanissimo giornalista ad Algeri si trovò a fare i conti con la censura al momento dello scoppio della seconda guerra mondiale. Stilò un suo personale prontuario per la sopravvivenza morale del giornalista, indicando come il male peggiore proprio la stupidità. «Bisogna ammettere che gli ostacoli scoraggianti ci sono: la costanza della stupidità, l'ottusità aggressiva e via dicendo. (…) L'ostinazione perciò diventa una virtù cardinale. Per un paradosso curioso ma palese, essa passa così al servizio della obbiettività e della tolleranza». Spero che siano in molti a capire perché in questo momento è più che mai necessario stare dalla parte dell'intelligenza!