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Vacanze sarde per Grosso eroe del mondiale tedesco

PULA Lo scorso 13 maggio allo Juventus Stadium è stato l'unico della rosa bianconera a non partecipare alla festa scudetto. Fabio Grosso potrebbe avere più di un motivo per levarsi qualche sassolino. Ma è noto per il garbo e il fair play, in campo e fuori. Due presenze (Siena e Catania) stagionali con la Vecchia Signora, su bianconeri e Antonio Conte, non parla. «Mi stringo con affetto ad Andrea Pirlo, Gigi Buffon e Daniele De Rossi: abbiamo vissuto una storia unica ai mondiali del 2006». Grosso, classe '77, natali romani, una carriera cominciata a Perugia (67 gare e 7 gol, Coppa Intertoto), proseguita con Palermo (90 e 3), Inter (23 e 2, Supercoppa e scudetto), Lione (53 e 2, Supercoppa, scudetto e Coppa di Francia) e Juve (47 e 2, scudetto), vanta 48 gare e 4 reti in nazionale. Indelebili i gol mondiali alla Germania in semifinale e il rigore decisivo in finale contro la Francia. Il mancino, che si gode le vacanze al Forte Village a base di nuotate, tennis e relax con moglie e figli, annuisce: «È stata una gioia senza confini». Di più sul passato, specie quello recente con la mancata considerazione di Conte, non dice. «Questi Europei non sono facili. Non ho visto tutto ma almeno cinque nazionali possono andare fino in fondo. Spagna, Olanda, Francia, Germania e Inghilterra sono toste. Proprio per questo, la sorpresa può essere l'Italia». Grosso parla con calma. Nel ricordare la maglia azzurra, si emoziona. «Faccio un in bocca al lupo di cuore a tutto il gruppo. Mi piace pensare a Morgan De Sanctis e a Emanuele Giaccherini: ci siamo allenati assieme, è forte ed è anche un bravo ragazzo». Blindato il discorso calcioscommesse: «Un tema che mi disturba, preferisco non parlarne». Il mancino, sul fronte Euro 2012, è ottimista. «La Croazia è un osso molto duro. Corrono, hanno tecnica e sono organizzati tatticamente. Ma l'Italia vista per oltre un'ora giocare con personalità con la Spagna, mi ha impressionato. Si deve ripartire da qui». E il futuro? L'ha chiamato da Dubai capitan Cannavaro, lo solleticano le sirene australiane e ha proposte in Europa. «Vedremo. Ora penso prima alle esigenze della famiglia. Ad esempio? Ne parliamo in seguito. Adesso ho la rivincita a calcetto con Cossu, Mesbah e Nainggolan». Mario Frongia