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La nascita in America a metà anni Settanta In Italia sette discipline

CAGLIARI In principio erano i coperchi dei detersivi, poi verso la metà degli anni ’70 negli Stati Uniti nasce la frisbee mania. E con il passare del tempo il contagio si estende un po’ in tutto il mondo. Tutto era cominciato per caso, intorno alla fine degli anni ’50. Una ditta dolciaria del Connecticut riforniva gli studenti dell’Università di Yale di pizze e torte in contenitori tondi che poi loro si lanciavano per divertimento. Dopo un po’ lo svago si trasformò in sport e il nome di quella ditta, Frisbi, venne storpiato in frisbee. A Walter Frederic Morrison, veterano della seconda guerra mondiale, venne l’idea di brevettare un disco di plastica prodotto poi in serie dalla ditta Wham-o. Bastò poco perché la nuova disciplina varcasse i confini americani per sbarcare in Europa e quindi in Italia dove si sta sviluppando un movimento piuttosto interessante. Nel 1972, un viaggio in California ispirò Valentino De Chiara che al suo rientro in Italia iniziò a divulgare questa disciplina attraverso tournée nazionali che toccarono le principali città e luoghi di mare. Con il passare del tempo, la disciplina ha subito un’evoluzione, tanto che attualmente nel frisbee esistono 7 discipline individuali: free-style, frisbee golf, discathon,distanza precisione, sospensione e throw run catch e 3 di squadra: double disk court, guts e ultimate. E proprio quest’ultima è la disciplina più diffusa in campo nazionale, una specie di incrocio tra il football americano, da cui eredita l’obiettivo del fare meta, e la pallacanestro, perché non sono consentiti contatti fisici. Ad affrontarsi sono due squadre composte da sette giocatori che giocano senza un arbitro. Una particolaritàdavvero curiosa che, però, ha un obiettivo nobile: il fair play, infatti, è una delle componenti principali, visto che ogni giocatore deve chiamare i propri falli, vestendo così i panni del giudice di gara, secondo quello che viene definito The spirit of the game (lo spirito del gioco). Un concetto che meriterebbe di essere esteso ad altre discipline. (m.g.p.)