31 maggio 2012 —
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sezione: Nazionale
di Giampaolo Meloni wINVIATO A PAULILATINO La spina dorsale della Sardegna che vuole uscire dalla marginalità, che chiede sviluppo e rivendica una Regione moderna nell’impalcatura istituzionale, politicamente capace di interpretare i bisogni della società e attrezzata per sostenere il confronto alla pari con il governo nazionale. Sarà questa l’ossatura della marcia per il lavoro convocota il 28 e 29 giugno che attraverserà l’isola da Olbia a Sassari, a Oristano, e dalla città di Eleonora d’Arborea partirà il giorno successivo per Cagliari. Cortei a piedi e in auto arriveranno da Nuoro, Tortolì, dai paesi dell’interno, dalle aree industriali del Sulcis Iglesiente e altri centri per irrobustire lungo il cammino la manifestazione popolare. Preparativi ancora riservati ne faranno un’iniziativa di grande impatto mediatico. Cgil, Cisl e Uil uniti come solo in rare altre occasioni, stavolta non hanno dubbi: «Sviluppo e riforme per noi non sono slogan privi di significato». A metà mese (data da definire) ci sarà un convegno dibattito sul tema del modello istituzionale che, hanno ribadito i segretari generali di Cgil (Enzo Costa), Cisl (Mario Medde), Uil (Francesca Ticca), aprirà il confronto «sul modello istituzionale che va ridefinito e la necessità di riscrittura della carta fondamentale dell’autonomia regionale». Insomma, il prologo dell’Assemblea costitituente più volte invocata. Per i sindacati sardi non sono temi nuovi ma restano questioni inascoltate dalla giunta Cappellacci e trattate con distacco dal governo Monti. Ragioni che spingono gli stati generali di Cgil, Cisl e Uil (tutte le segreterie proviciali e i responsabili delle categorie) riuniti a Santa Cristina di Paulilatino, a «esprimere di nuovo unitariamente la protesta e dare voce al disagio sociale alimentato dall’incapacità della politica regionale e nazionale di gestire la fase di crisi». Mancanza di credibilità e di autorevolezza alle quali si risponde con la mobilitazione regionale che il 7 giugno porterà pensionati e anziani a Cagliari, dopo le tante iniziative che hanno denunciato il malessere nella pubblica amministrazione, nella scuola, contro il precariato, l’incertezza nel settore della forestazione. Una sofferenza generale di cui si avrà la prima espressione generale il 9 giugno con una manifestazione provinciale a Tortolì e nella quale con Cgil, Cisl e Uil saranno i sindacati e le associazioni di categoria: Cna, Coldiretti, Confindustria, Confartigianato, Ascom, Confagricoltura, Cia, Apisarda, Confesercenti, Casartigiani per dare prova di una “Ogliastra unita”. Le aspettative deluse sono tante, riassunte nel binomio forte della protesta e dell’unità sindacale ribadita da tanti interventi: riforme e sviluppo. «Sono le parole d'ordine portate in primo piano in ben quattro scioperi generali e in una decina di manifestazioni popolari svolte negli ultimi 3 anni, dietro le quali ci sono contenuti, elaborazioni e proposte per il riscatto della nostra gente da una condizione di insopportabile arretratezza civile e per la rinascita economica della nostra terra, attraverso un piano straordinario per il lavoro che dia nuove opportunità a tutti e, soprattutto, speranza alle giovani generazioni, e attraverso il rinnovamento e il buon funzionamento delle istituzioni rappresentative e democratiche». Su questi temi Cgil , Cisl e Uil hanno fissato un promemoria alla voce “inadeguatezza”: deficit attribuito in primo luogo al governo regionale. E battono il ferro sempre caldo ricordando che per due volte, «abbiamo costruito Intese Quadro con il presidente della Regione Cappellacci, il 4 giugno 2010 e il 7 maggio 2012, nelle quali si delineavano gli obiettivi e i contenuti del confronto da sviluppare con l'Unione Europea, il Governo nazionale e la stessa Amministrazione regionale per aprire una nuova stagione di crescita economica e sociale, recuperando i ritardi storici della Sardegna, e per riconfermarne e ammodernare il suo profilo autonomistico e la sua specialità, a partire dal riconoscimento della condizione d'insularità». Risultati? «La giunta ha disatteso gli impegni e sono state deluse le aspettative sulla disponibilità di governo e Unione Europea». Al dibattito sono intervenuti Davide Paderi (segreteria regionale Fp Cisl), Peppino Loddo (segret. reg. Cgil scuola), Antioco Patta (Cisl Oristano), Felicina Corda (Uil Nuoro), Raffaele Lecca (segr. regionale Flai Cgil), Mario Cro (Uil Sulcis Iglesiente), Nino Cois (segr.reg. Fp Cgil), Angelo Medde (Uil Oristano), Pasquale Manca (Cisl pensionati), Mariano Carboni (segr. reg. Fiom Cgil), Ignazio Ganga (Cisl Nuoro), Gianfranco Mussoni (Cgil Nuoro), Tonino Usai (Cisl bancari). ©RIPRODUZIONE RISERVATA