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“Maledimiele” l’anoressia diventa un film

Roma È l’anoressia il centro tematico e motore della rappresentazione di «Maledimiele», secondo lungometraggio del regista milanese Marco Pozzi, in uscita oggi a Roma al Nuovo Cinema Aquila e successivamente in altre città (Parma, Torino, Milano). Il film, proiettato anche nelle scuole italiane, fin dal titolo, allude e stigmatizza la capacità di questo male di insinuarsi in modo dolce: Luna di miele è la definizione data dagli esperti alla prima fase della malattia. Patologia che insieme alla bulimia causa la maggiore mortalità tra i giovani rispetto alle stragi del sabato sera, viene indagata dall’autore attraverso il punto di vista della quindicenne Sara senza alcun compiacimento voyeuristico, ma cercando di restituire le sensazioni e le debolezze della protagonista. «Mi interessava la dimensione mentale della malattia - afferma Marco Pozzi - non il corpo che si scarnifica. Lo scandalo senza scandalo». Benedetta Gargari, premiata come migliore attrice al 29° Festival del Cinema Italiano di Annecy, incarna alla perfezione il ruolo della giovane Sara e della fascinazione progressiva e inesorabile subita dal mondo parallelo della malattia: un mondo fatto di riti e di rigide prescrizioni. Nessuno sembra accorgersi del problema di Sara. Il padre Enrico (Gianmarco Tognazzi), medico oculista, e la madre Anna (Sonia Bergamasco), che lavora per una Onlus, vengono ingannati dalla recita della figlia, che esteriormente continua la vita di tutti i giorni. Persino le compagne di scuola Clara (Micol Donghi) e Martina (Dafne Masin) faticano a mettere a fuoco il disagio dell’amica, mentre la nonna, forse unico nutrimento affettivo tollerato dalla ragazza e interpretata da una grande Isa Barsizza, muore improvvisamente.