09 marzo 2012 —
pagina 03
sezione: Fatto del Giorno
SASSARI. Si indaga per sequestro di persona a scopo di estorsione. E lattenzione è massima, ogni piccolo particolare può essere utile per indirizzare gli investigatori del pool - formato dai dirigenti delle squadre mobili di Sassari, Nuoro e Cagliari e dai responsabili del Reparto operativo e del Nucleo investigativo dei carabinieri di Sassari - verso la banda che ha fatto suonare un campanello dallarme da non sottovalutare.
I rilievi. Cè particolare attesa per quelli che la polizia Scientifica sta eseguendo sulla Opel Vectra di Giovanni Antonio Serra, utilizzata dai banditi per trasportare lostaggio fino al parcheggio di Santa Maria di Pisa. Un lavoro lento e meticoloso che - come ha detto il questore Antonello Pagliei - «vogliamo fare bene». La speranza è che i banditi abbiano commesso qualche errore che, esaltato dalle nuove tecnologie, potrebbe tradirli.
Le impronte. In giardino, sul terreno umido, attorno a villa Serra, sono rimaste impronte chiare di scarponi. Di quelli solitamente usati da chi lavora in campagna. Fotografate e disegnate dagli specialisti del Servizio investigazioni scientifiche dei carabinieri sono state inserite nel fascicolo. Potrebbe essere uno degli elementi utili per tracciare la provenienza di alcuni esponenti della banda.
Il basista. Lo stanno cercando vicino. Molto vicino. Chi ha venduto Giovanni Antonio Serra aveva molte informazioni, particolarmente dettagliate. Sulla villa, in località Li Buttangari (alle spalle della Buddi Buddi, la strada che collega Sassari con Platamona), sul laboratorio e lufficio di viale Porto Torres. Sulle abitudini del commerciante e di sua moglie, la scelta del martedì per la lezione di ballo. Gli investigatori pare stiano ragionando attorno a tre persone.
Le telecamere. Da due giorni vengono esaminati i filmati registrati dalle telecamere di alcune aziende che si affacciano sulla Buddi Buddi, lungo il percorso fatto dalla Opel Vectra del commerciante sassarese, ma anche dellauto utilizzata dai complici (uno o due) che hanno accompagnato i tre del commando a Li Buttangari. Una verifica snervante sui monitor: «Potrebbe riservarci qualche sorpresa», hanno spiegato gli investigatori.
Vecchie storie. In questi casi le indagini non trascurano nulla. Anche episodi di molti anni fa, situazioni apparentemente senza senso che potrebbero portare anche allattività di commerciante di oro e gioielli svolta da Giovanni Antonio Serra in giro per la Sardegna. Ci sono dei momenti, infatti, in cui gli anni vengono azzerati e i periodi che appaiono così lontani si avvicinano.
Il mazzo di chiavi. Prima di lasciare la villa, uno dei banditi ha preso dal tavolo un mazzo di chiavi, che conteneva quelle del laboratorio e dellufficio di viale Porto Torres. Anche questa è una informazione di cui disponeva la banda, e solo Giovanni Antonio Serra poteva indicare quale fosse la chiave giusta. Anche per questo la persona da portare via come ostaggio non poteva essere che lui.
Il secondo tempo. Quando cè un sequestro che non va a buon fine, si teme sempre che possa esserci quello che viene definito il secondo tempo. Cioè, se la banda è rimasta a bocca asciutta, se ha avuto un contatto diretto con il sequestrato poi tornato libero, non viene escluso che possa esserci stata una specie di trattativa-lampo. In questo caso gli investigatori non si sbilanciano: «I banditi hanno rinunciato, è fin troppo evidente. Hanno scelto la fuga, un sequestrato nel bagagliaio vale trentanni di carcere».
Pagherò. Certe volte, la strada possibile per la tranquillità è quella del pagamento posticipato di una somma concordata al momento della liberazione. Anche non in ununica somma. Siamo nel campo delle ipotesi, ma anche questa è sul tavolo degli investigatori.
Piano antisequestri. Per attivarlo ci vogliono delle condizioni essenziali. E se laltra notte è scattato in tempi rapidissimi, dopo alcune verifiche previste dal protocollo, vuol dire che la credibilità di un sequestro in atto era molto alta.
Banditi che crescono. Ci sono dei gruppi di giovani che si stanno evolvendo. La delinquenza cambia pelle, qualche filone poco redditizio e complicato è stato abbandonato. E nellaria - da qualche tempo - cera come la sensazione che attorno a qualche esperto che vuole fare il capo si stessero stringendo ambiziosi manovali del crimine. Quello del sequestro di Giovanni Antonio Serra potrebbe essere il salto di qualità. Non necessariamente con il timbro barbaricino. (g.b.)