09 marzo 2012 —
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sezione: Attualità
ROMA. Lepilogo della crisi greca potrebbe essere vicino almeno per la parte più difficile di tutta loperazione di default controllato, ladesione dei creditori privati allo swap. Ieri sera la quota dei creditori privati che avevano dato il loro assenso alla cancellazione del 50% del valore nominale e allo scambio con nuovi titoli di debito avrebbe superato la soglia del 95%, quando ancora mancava unora alla chiusura delloperazione (quasi tutti, quindi, i 206 miliardi di debito complessivo della Grecia.)
La fonte è ufficiale, lesecutivo di Atene, e ha trovato conferma anche negli ambienti finanziari internazionali. Le borse hanno festeggiato con forti rialzi e oggi lEurogruppo dobrebbe dare il via libera ad aiuti per 130 miliardi. Dallaccordo sono esclusi 14 miliardi di euro di debiti emessi secondo leggi diverse da quelle di Atene e sottoposte a regolamentazioni internazionali che non permettono al governo ellenico di imporre lo scambio forzato con altri titoli e conseguente perdita di oltre al metà del capitale nominale.
Tra gli istituti che hanno aderito ci sono Ageas, Allianz, Alpha Bank, Axa, Banque Postale, Bbva, Bnp Paribas, Cnp Assurances, Commerzbank, Credit Agricole, Credit Foncier, Dekabank, Deutsche Bank, Dexia, Emporiki Bank of Greece, Eurobank Efg, Banca Generali, Greylock Capital Management, Groupama, Hsbc, Ing, Intesa Sanpaolo, Kbc, Marfin Popular Bank, Metlife, National Bank of Greece, Piraeus Bank, Royal Bank of Scotland, Société Générale e Unicredit. Lo stesso Charles Dallara, numero uno dellIstituto di Finanza Internazionale (Iif), la partecipazione dei creditori privati allo swap del debito greco è largamente al di sopra del 50%. «Sono ottimista sul fatto che riusciremo ad arrivare a un accordo nelle prossime ore», ha dichiarato Dallara, senza tuttavia fornire dati aggiornati sul numero delle banche disposte a sottoscrivere lintesa e sulla loro incidenza in termini di volumi complessivi.
Per Dallara alcuni investitori stanno ancora valutando lo swap, ma dovrebbero dare retta ad Atene quando dice che questa è lofferta finale,e che spetta alla Grecia decidere sulle clausole di azione collettiva cioè sulleventuale ricorso alla cancellazione obbligatoria del debito che rischiano, però, di far scattare i rimborsi dei credit default swap, le assicurazioni che potrebbero produrre una perdita di oltre 3,5 miliardi di dollari per il sistema bancario internazionale. I risultati ufficiali dellofferta di scambio verranno pubblicati oggi, alle 7 italiane, sul portale Internet allestito da Atene: www.greekbonds.gr ma ormai quasi tutti gli operatori e gli stessi vertici europei sono certi dellesito positivo delloperazione che è stata denominata Psi.
Una conferma indiretta è arrivata ieri dalla Bce che è tornata ad accettare i titoli di debito greci come collaterali dopo averli sospesi alla fine di febbraio quando il rating della Grecia era stato abbassato a default selettivo da parte di S&P. «Il consiglio dei governatori - recita il comunicato dellEurotower - ha deciso che i titoli saranno nuovamente accettati come collaterali nelle operazioni di credito delleurosistema senza che venga applicata la soglia del rating minimo fino a nuovo ordine». La decisione segue «lattivazione del processo di buy back deciso dai capi di Stato e di Governo delleurozona il 21 luglio scorso e confermato il 26 ottobre insieme ad altre misure intese ad assistere la Grecia nel suo programma di risanamento. Il programma è supportato da bond emessi dallEfsf per 35 miliardi».
Le nuove obbligazioni che la Grecia darà agli investitori in cambio delle esistenti non sono ancora nate, ma le banche già hanno creato una sorta di mercato grigio su cui scambiarle. È Ubs e Seaport Securities hanno cominciato nei giorni scorsi a fornire quotazioni delle nuove obbligazioni con valori che farebbero tra il 17 e il 21%.
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