ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

Sogni in cameretta, con una canzone di Cristina D’Avena

Un gioco, giocato attraverso 131 «domande e risposte precise». Ad esempio:
 Domanda precisa: «Cos’è successo nel 1981?»
 Risposta precisa: «Provano ad ammazzare Reagan ma anche (non secondario) Cristina D’avena e Alessandra Valeri Manera si incontrano a Bologna e nasce Bim Bum Bam».
 Domanda precisa: «Quanto duravano i discorsi di Aldo Moro?»
 Risposta precisa: «Infinite sigle dei cartoni animati».
 Domanda precisa: «Che cos’è la Cei?»
 Risposta precisa: «La Certezza di Essere Incapaci di risolvere qualunque problema».
 Domanda precisa: «Quanto duravano i discorsi di Deng Xiaoping nel 1992»?
 Risposta precisa: «Due sigle dei cartoni animati. Dopo, la gente doveva tornare al lavoro».
 Domanda precisa: «Se Bim Bum Bam è finito come facciamo a riprendere il suo spirito?»
 Risposta precisa: «Internet».
 Domanda precisa: «Perché gli italiani passano il tempo a darsi degli imbecilli a vicenda?»
 Risposta precisa: «Per via di quello che è successo negli anni Ottanta».
 Seriamente giocando, Alessandro Aresu ci dice cos’è stato il «trentennio perduto», dal 1981 a oggi, in un libro, «Generazione Bim bum bam» (Mondadori Strade Blu, 208 pagine 17 euro), ricco di ironia pungente e di leggerezza, ma anche capace di analizzare acutamente le ragioni del difficile passaggio che oggi l’Italia percorre. Passando per Cristina D’Avena, Marco Travaglio, Paolo Bonolis, la Cina, Lady Oscar, Silvio Berlusconi, Romano Prodi, Max Pezzali, Eugenio Scalfari, Enrico Mattei, Dagospia e tanti altri, scopriamo che «molti dei nostri problemi derivano dal mancato riconoscimento dell’importanza della Generazione Bim Bum Bam. Immersi in questa sottovalutazione, dimentichiamo i sogni e, messi davanti alla realtà, non sappiamo che fare».
 «Bim Bum Bam - ricorda Aresu - è un programma delle reti Fininvest (poi Mediaset), andato in onda su Antenna Nord, Italia 1 e Canale 5 per vent’anni, dal 1982 al 2002. Nonostante la durata possa trarre in inganno, ogni paragone col fascismo è improprio. Nella decadenza degli ultimi anni del ventennio, il destino di Bim Bum Bam presenta un’affinità con le vicende delle grandi costruzioni storiche e delle grandi potenze, come per esempio l’impero romano. Nella sua epoca aurea, Bim Bum Bam è stato il centro pulsante della cosiddetta «tv dei ragazzi» di cui Alessandra Valeri Manera, come capostruttura Fininvest e Mediaset per i programmi dei ragazzi, è stata la penna, e di cui Cristina D’Avena è stata la voce».
 Aresu fa parte della Generazione Bim Bum Bam: è nato nel 1983, è cresciuto negli anni in cui la tv commerciale è diventata un fenomeno di massa e i cartoni animati uno dei miti fondativi dei ragazzi di allora, oggi giovani adulti in una società gerontocratica che non solo offre poche possibilità di esprimere i loro talenti ma che, soprattutto, non riconosce o sottovaluta la Generazione Bim Bum Bam. Nati tra il 1975 e il 1990, i suoi rappresentanti sono cresciuti con Uan e BatRoberto, mentre la vecchia Italia si dibatteva tra debito pubblico e stragi di Stato e la Cina comunista cominciava il suo travolgente processo di trasformazione. Per raccontare la storia di questa generazione ci sono due alternative: «Una è giocare e fare sul serio allo stesso tempo, e l’altra è pensare di essere un popolo di imbecilli e darci degli imbecilli a vicenda. La prima è divertente, la seconda inutile. Questo libro sceglie la prima strada per sbarazzarsi della seconda».
 Un libro importante, questo di Alessandro Aresu, che ricostruisce l’immaginario e l’universo culturale di una generazione mal rappresentata dalle analisi sociologiche: dieci milioni di giovani italiani, superficialmente bollati come «bamboccioni» o magari come «sfigati», che sono invece una collettività più viva che mai, oggi cruciale per il futuro del nostro Paese. (red. c.)

  • Articoli correlati - GIORNALI LOCALI GRUPPO ESPRESSO
  • il mattino di Padova

    Senza Titolo

  • il mattino di Padova

    Senza Titolo

  • il mattino di Padova

    Senza Titolo

  • + Altri risultati