«Lo tren de l'Alguer, 1956»: una mostra all'Obra Cultural

ALGHERO.Un tuffo nella memoria, uno straordinario percorso di ricordi ed emozioni si vive nella sala dell'Obra Cultural dove è stata inaugurata la mostra fotografica dal titolo «Lo tren de l'Alguer: 1956, il primo viaggio della Littorina». Un centinaio di fotografie degli anni 50 e 60 che raccontano di un momento importante della storia di Alghero, un significativo passo di crescita del trasporto interno. La Littorina, che viaggiava a trazione diesel, sostitui la vecchia 'vaporiera", il treno a carbone, che per anni ancora resterà in funzione, sbuffando dalla vecchia stazione del porto attraverso una infinità di fermate: a San Giovanni, Sant'Agostino, Punta Moro, Mamuntanas, Olmedo, Arcone, San Giorgio, Molafà e Sassari. D'estate la vaporiera prima e la Littorina dopo, scaricavano alla fermata di San Giovanni centinaia di bagnanti che raggiungevano le vicine spiagge. Alghero scopriva il turismo e la Riviera registrava la presenza delle turiste inglesi, corrente che battezzò Alghero nell'industria delle vacanze internazionali.
La mostra dell'Obra Cultural è stata resa possibile grazie alla sensibilità della signora Antonietta Langiu, vedova dello scomparso ingegner Raffaele Paci che diresse i lavori della nuova linea Sassari-Alghero, siamo nel 1956, anno famoso per la grande nevicata che investi tutti i paesi rivieraschi del Mediterraneo. Le foto della mostra raccontano ancora: nel 1980 viene eliminato il tratto di ferrovia compreso tra la vecchia stazione del Porto e San Giovanni, la nuova sede della ferrovia viene costruita a Sant'Agostino, nel quartiere della Pietraia, attuale terminal. L'anno successivo la vecchia stazione del porto e la rimessa vengono abbattuti, si aprono nuovi spazi creando le condizioni per la realizzazione del lungomare Barcellona progettato dall'architetto catalano Joan Busquets.
L'iniziativa dell'Obra, presieduta da Pino Tilloca, presenta alcune curiosità: una foto della vecchia locomotiva a carbone con il macchinista, Cesare Sechi, nonno dell'attuale consigliere regionale Carlo, e il fuochista, Carletto Branca. (g.o.)