Rossi più morbidi e meno alcolici: ecco la tendenza

SASSARI.«Il progetto Convisar è finito, il lavoro no», ha detto ieri il responsabile scientifico professor Gianni Nieddu, nelle conclusioni della presentazione dei risultati ottenuti in tre anni di ricerche e sperimentazioni. «Un risultato straordinario e innovativo- ha detto- anche perchè le domande poste dalle aziende hanno ottenuto risposta». E ha citato oltre allo studio sui marcatori molecolari («che hanno consentito di vedere le differenze tra Cannonau, Grenache e Tocai rosso», ha detto Nieddu) le ricerche sul Dna dei diversi vitigni e la messa a punto di tecniche di coltivazioni sempre più rispettose dell'ambiente e della salute dei consumatori. Ma quel che hanno ribadito, anche ieri, sia Nieddu che Carlo Giua, Fulvio Etzi e Mariano Murru (rispettivamente presidente, vicepresidente e responsabile tecnico di Convisar) è stata la capacità di mettere insieme pubblico e privato, instaurando un metodo che non potrà essere più ignorato. «D'ora in poi- ha ribadito Nieddu - nessuno potrà coltivare il proprio orticello».
Tre anni di lavoro comune, dal 2008 al 2011 con le aziende Argiolas di Serdiana, Cantina Gallura di Tempio, Cantina Li Duni di Badesi, Cantina delle Vigne di Piero Mancini di Olbia, Cantina del Mandrolisai di Sorgono, Cantina Trexenta di Senorbi nei circa 100 ettari di vigneti aziendali in Gallura, Mandrolisai, Trexenta, Parteolla e Sulcis. Le sperimentazioni agronomiche ed enologiche hanno prodotto circa 100 diversi vini. Sui vini rossi si è puntato ad esaltare i profumi, grazie alle tecniche di criomacerazione. Si è lavorato anche perfezionando le tecniche di affinamento in diversi contenitori, o modificando l'uvaggio previsto dai disciplinari storici. Lo scopo era quello di ottenere vini rossi di maggiore struttura, curando anche il colore e la stabilità dei vini, senza trascurare l'armonia e abbasando il tenore alcolico. Per i vini bianchi l'imperativo era la valorizzazione dei profumi, la rotondità, la complessità e la longevità. Nei vini bianchi passiti lo studio ha puntato sull'arricchimento di profumi, dei sentori fruttati e della rotondità.
La sintesi del lavoro sono 15 'nuovi" vini, individuati come prototipi e rappresentativi dei vitigni oggetto di studio. E basta assaggiare la potenza di quel Vermentino di Gallura, l'eleganza di quel Carignano o Nuragus, il fascino di quei Bovale (vere star del Progetto) e di quei vini da dessert, la novità della Caricagiola in purezza o del Cannonau su piede franco per capire la portata del successo ottenuto. Un vero peccato che il Progetto non abbia visto la partecipazione di tutte le cantine sarde: i risultati sarebbero stati ancora migliori.(p.p.)

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