12 dicembre 2011 —
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sezione: Fatto del Giorno
ROMA. Il governo sta approfondendo il tema, come ha ribadito anche laltro ieri il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. Ma è certo che il beauty contest, cioè lassegnazione gratuita di sei frequenze per la tv digitale terrestre resta uno dei dossier caldi allattenzione dellesecutivo.
Pd, Idv e Fli premono per arrivare a unasta, che porterebbe nelle casse dello Stato ingenti risorse (le stime variano dai 2 ai 16 miliardi) e potrebbe quindi contribuire ai saldi della manovra, ipotesi sulla quale anche la Lega si è detta pronta a votare. Resta ferma, tuttavia lopposizione del Pdl.
La commissione tecnica che deve decidere sullassegnazione, nominata dallex ministro Paolo Romani, intanto è al lavoro per valutare i requisiti dei nove contendenti: la pratica - salvo sorprese - potrebbe essere chiusa entro fine anno.
Dopo il colpo di scena delluscita di Sky che, dopo aver presentato ricorso al Tar si è chiamata fuori, contestando «i tempi troppo lunghi» e le regole che «oggettivamente favoriscono i concorrenti già presenti sul mercato» come Rai e Mediaset, sulla procedura pesano anche i ricorsi presentati sempre al Tar anche da Rai e Telecom Italia Media, che saranno discussi il 13 dicembre.
La tv pubblica, Mediaset e Ti Media sono in lizza per i due multiplex destinati ai soggetti già presenti sul mercato. 3 Italia, Canale Italia, Prima Tv e Europa 7, dopo luscita di Sky, restano gli unici concorrenti in lizza per i tre blocchi destinati ai nuovi entranti. Ti Media è invece la sola in gara per il canale per lo standard di nuova generazione del digitale terrestre DVB-T2.
Il procedimento del beauty contest scelto dallItalia per evitare la procedura dinfrazione avviata dallUnione europea per alcune norme della legge Gasparri ha avuto il via libera di Bruxelles, che si è riservata di verificare, allesito della gara, il pieno rispetto delle norme europee e la reale apertura del mercato.
Ieri è apparso su Twitter un falso messaggio da un account fasullo del ministro Passera, che escludeva ulteriori rinvii dellasta, mentre la posizione del Governo rimane quella espressa più volte, cioè di un approfondimento del tema, senza che sia stata presa però ancora alcuna decisione.
E sulla vicenda nella serata di ieri ci ha messo una battuta al curaro il leader dellitalia dei valori, Antonio Di Pietro. «Monti ha garantito a Berlusconi che non avrebbe messo allasta le frequenze televisive» ha infatti detto Di Pietro durante un incontro con i ricercatori italiani alla University College of London.
Cioè, tra il Cavaliere e Monti esisterebbe un accordo politico segreto che favorirebbe limpero televisivo del Biscione.