La cultura del vino Un sapere antico produce ricchezza


Tre anni di ricerca, sei aziende vitivinicole sarde riunite insieme in un consorzio, cinquanta ricercatori, cento ettari di vigneti aziendali, cento diversi vini prodotti da sperimentazioni agronomiche ed enologiche, quindici vini individuati come prototipi.
Sono questi i numeri del «Progetto SQFVS» (Salto di Qualità della Filiera Vitivinicola Sarda). I risultati conclusivi e i nuovi vini sardi ottenuti in tre anni di sperimentazione saranno presentati a Cagliari oggi nel convento di San Giuseppe a partire dalle 9,30 nell'incontro organizzato dal consorzio Convisar. Il progetto punta a valorizzare, attraverso l'aggregazione tra aziende e organismi di ricerca, il ricco patrimonio vitivinicolo dell'isola. Nel corso della giornata interverranno: l'assessore regionale alla Programmazione Giorgio La Spisa; il responsabile scientifico del progetto Gianni Nieddu; il presidente del comitato tecnico enologi Mariano Murru; il presidente Convisar Carlo Giua.
Il consorzio Convisar ha riunito per la prima volta in un progetto unico realtà produttive molto differenti tra loro per storia, volume d'affari e struttura aziendale. Le cantine Argiolas di Serdiana, Li Duni di Badesi, Le Vigne di Piero Mancini di Olbia, Mandrolisai di Sorgono, Gallura di Tempio, Trexenta di Senorbi hanno fatto rete con l'obiettivo di valorizzare i vitigni tradizionali della Sardegna esaltandone le specificità. «Uno dei primari obiettivi del progetto è stato quello di conoscere e valorizzare la biodiversità viticola della Sardegna. I risultati ottenuti - Gianni Nieddu - sono frutto di un efficace lavoro di squadra che ha unito alle competenze tecniche delle sei aziende, quelle di ricercatori esperti in diverse discipline e provenienti da istituzioni scientifiche pubbliche e private della Sardegna e della penisola, che hanno studiato i principali vitigni maggiori e minori dell'isola (tra questi: Cannonau, Vermentino, Monica, Nuragus, Caignano, Nasco). Le ricerche realizzate nelle aree viticole di pertinenza della aziende consorziate (Gallura, Mandrolisai, Trexenta, Parteolla e Sulcis) hanno permesso di ottenere numerose informazioni scientifiche e tecniche sul patrimonio della vite in Sardegna che consentiranno di valorizzare questa biodiversità tramite un'ottimale coltivazione dei vigneti e trasformazione delle uve».
«Il progetto non solo ha raggiunto l'importante obiettivo di produrre vini di elevato livello qualitativo - dice Mariano Murru - ma ha ottenuto questo, esaltando le specificità dei vitigni tradizionali della Sardegna e tenendo conto anche dei requisiti richiesti dal mercato internazionale. Un'attenzione particolare è stata applicata pertanto all'identificazione di protocolli di lavorazione pienamente rispettosi dell'ambiente e attenti alla salute del consumatore. A tale scopo è stato condotto, in particolare, uno studio sui residui dei fitofarmaci che consente di affermare che i vini delle cantine che hanno realizzato il progetto sono privi di residui».
«Questo progetto ha dimostrato con i fatti - dice Carlo Giua - che, pur con un retaggio storico-culturale che ci rende poco inclini a fare gruppo, è possibile, anche in Sardegna, mettere insieme aziende dello stesso settore per raggiungere prestigiosi obiettivi comuni. Ci mostra inoltre che è possibile coinvolgere le varie strutture e le figure professionali che si occupano di ricerca nella nostra isola creando un rapporto nuovo e proficuo tra aziende e ricercatori».
Il vino sardo è una delle tradizioni più antiche dell'isola e si può considerare un autentico testimone della cultura sarda nel mondo. Per divulgare i risultati del progetto scientifico e la cultura del vino sardo il consorzio Convisar ha attivato in questi anni un piano di comunicazione mirato a raggiungere anche il target più ampio dei non addetti ai lavori. Con questo obiettivo è stato realizzato nei mesi scorsi il reading «Storie di vite. Vini, uomini e donne di Sardegna». Presentato in prima nazionale lo scorso aprile al Man di Nuoro, lo spettacolo racconta l'epopea del vino sardo attraverso la storia delle sei cantine Convisar e del loro incontro con la scienza. Il reading, portato in scena dall'Ensemble Laborintus di Sassari su musiche originali di Gabriele Verdinelli, sarà riproposto oggi alle 15,30 a chiusura dell'incontro organizzato a da Convisar.
I testi portanti di «Storie di vite» sono di Marcello Fois e Michela Murgia che hanno scritto per lo spettacolo anche alcune liriche. A ricostruire le storie delle sei cantine, che evocano altrettanti percorsi di passione, tenacia e tradizione, e raccontare i risultati scientifici del progetto Convisar sono i testi di Monica De Murtas, Speranza Serra e Angelo Vargiu. Sul palco l'attrice Mariantonietta Azzu che interpreterà le storie evocate dal racconto e la cantante Laura Mamia che eseguirà le liriche in lingua sarda intrecciate nella narrazione.
Nel corso dell'incontro sarà inoltre presentato in anteprima (alle ore 12) un altro «prodotto» del piano di comunicazione del consorzio Convisar: il film documentario «Sapiente di ogni sapienza: il vino sardo». A dirigere il lavoro è stato chiamato il regista Gianni Marras responsabile dell'ufficio regia del Teatro Comunale di Bologna. Il lavoro è stato realizzato nell'arco di due anni di riprese. La telecamera riprende vigne di montagna e paesaggi marini dove la vite cresce sulla sabbia. Dalle spiagge di Badesi sino alle montagne della Barbagia, sono tante e diverse l'una dall'altra, le storie delle aziende sarde del vino e delle famiglie che da generazioni coltivano la vite.

Marco Vitali