24 novembre 2011 —
pagina 34
sezione:
Sassari
PORTO TORRES. «Scopo della federazione è rappresentare le esigenze e carenze infrastrutturali degli ambiti demaniali, monitorare le politiche di mantenimento e sviluppo del sistema portuale, stimolare il dialogo e il contradditorio nelle occasioni di accoglimento o rifiuto di iniziative imprenditoriali di ambito locale». Inizia così la lettera inviata al sindaco Beniamino Scarpa, allassessore alla Portualità Angelo Acaccia e al presidente dellomonima commissione Massimo Piras, dalla Federazione delle imprese operanti nel porto, 17 aziende che danno lavoro a 250 addetti. La Federazione rimarca che «è corretto attuare al più presto il piano regolatore portuale», ma auspica «un coinvolgimento in fase di stesura»; si dice «favorevole allo sviluppo delle diverse varietà di traffico portuale» pensando che «le attività relative al traffico passeggeri, crocieristico e diportistico debbano concentrarsi nel porto commerciale e svilupparsi nella zona est della città, mentre le merci debbano trovare ambiti di movimentazione e stoccaggio nel porto Asi». Tre iniziative devono però essere attuate immediatamente per arginare il declino dello scalo: intervenire presso lAutorità Portuale perché si individui una banchina dedicata alle navi da crociera e da diporto in transito; pressare Regione e Ministero dei trasporti affinchè soddisfino le richieste di traffico su gomma del territorio sulla direttrice Porto Torres-Genova; insistere per la creazione di una linea Porto Torres-Livorno e intervenire su Regione e Provincia affinchè Eni concentri a Porto Torres le produzioni superstiti dopo il fermo del craking. Cioè il deposito costiero.
-
Emanuele Fancellu