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Alberto Scanu: «Non lasceremo a terra neppure un operaio»

 CAGLIARI. Macchè arabi, russi o croati. La sola offerta per Porto Torres, arriva da Cagliari, e ha la faccia di Alberto Scanu, presidente della Confindustria Meridionale. È sua infatti la Sardinia Green Island, azienda che si occupa di investimenti e promozione su progetti di utilizzo delle energie rinnovabili e in particolare di sviluppo, realizzazione, generazione e utilizzo di fonti di energia rinnovabile. Il 19 gennaio 2010, a pochi giorni dalla sua fondazione, la Sardinia Green Island aveva acquisito l’ex Ineos Films di Assemini, realizzando un primo impianto fotovoltaico su coperture esistenti.
 Il progetto messo in campo prevedeva la riconversione dello stabilimento in polo di produzione di energia rinnovabile. Oggi solo il 10 per cento della forza lavoro ereditata (98 persone) è in attività.
 «La bozza di piano industriale per Vinyls - dichiara Scanu - è naturalmente incompleta se non altro perché dai commissari, per evidenti motivi di riservatezza ci sono state fornite solo indicazioni verbali degli impianti e delle aree interessate. Intendiamo rilevare gli immobili liberi dai macchinari, e quindi sui lavori di dismissione si dovrà naturalmente colloquiare con i commissari, ma l’obiettivo è chiaro: realizzare un polo di produzione di energia alternativa, all’interno dei processi di lavorazione già presentati da Eni, approfittando della strategica opportunità fornita dalle banchine. L’unica garanzia che diamo sin d’adesso è che non lasceremo per strada nessuno degli attuali dipendenti». Scanu non dice altro su compagine societaria e sui progetti futuri, ma non è errato ritenere che il presidente di Confindustria del sud Sardegna lavori già ora con altri soggetti industriali e finanziari di peso nazionale e internazionale, che appariranno formalmente in un secondo momento, quando si dovrà mettere mano alla leva finanziaria. Sono una quindicina i progetti della sua società, soprattutto nel fotovoltaico, presentati in diverse aree dell’isola. L’investimento globale è imponente: si parla di alcune centinaia di milioni di euro, che sono distribuiti in maniera diseguale nei siti interessati; tutti i progetti sono stati presentati in Regione, alcuni, come quelli di Assemini sono stati avviati ma non completati. «Tutti gli operatori nel settore delle energie alternative devono fare i conti con le modifiche repentine della normativa: è cambiata quattro volte dall’inizio dell’anno. Come si può pensare che un privato affronti importanti investimenti se non vi sono certezze su quel versante?». Riserbo totale sull’offerta per Porto Torres. «Ci candidiamo a rilevare immobili, contratti e lavoratori». Nel caso dello stabilimento turritano l’impegno sarebbe di qualche decina di milioni di euro. Basteranno queste cifre a convincere i recalcitranti sindacalisti? (g.cen.)

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