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Asl, braccio di ferro sui nuovi direttori


 NUORO. Richiesta di accesso agli atti sulla nomina del nuovo direttore amministrativo dell’Asl. Fatta nella convizione che non abbia i requisiti necessari per ricoprire l’incarico. Questo il benvenuto del leader sardista Paolo Maninchedda all’avvocato olbiese Mauro Altana, 47 anni, arrivato nei giorni scorsi nell’azienda sanitaria barbaricina per sostituire Giorgio Tidore.
 Una staffetta (Tidore è stato nominato direttore amministrativo dell’Asl olbiese) che non è andata giù all’onorevole sardista. Che vuole verificare se Altana ha i requisiti previsti dalla legge per ricoprire l’incarico. Convinto che l’avvocato olbiese non li abbia (né dunque li avesse quando ricopriva il medesimo incarico nell’azienda sanitaria gallurese). Ancora in alto mare intanto la nomina del direttore sanitario. Con un furioso scontro su due nomi: il direttore dello Zonchello Maria Carmela Dessì e il direttore del reparto di nefrodialisi dell’ospedale San Camillo di Sorgono Francesco Logias.
 Aspettando di risolvere il rebus il nuovo manager Antonio Maria Soru ha riorganizzato i quadri dirigenziali con una serie di avvicendamenti e spostamenti ratificati ieri mattina.
 Eccoli: Piero Carta va alla guida del servizio Bilancio al posto di Angelo Serusi destinato a Programmazione e controllo di gestione. Mariagrazia Figus torna al timone del Provveditorato, subentrando a Carta. Al Tecnico-logistico arriva dal Distretto di Sorgono Paola Raspitzu, che sostituisce Valerio Carzedda. Francesco Bomboi, fino a ieri responsabile del Personale, assume le funzioni amministrative del dipartimento di Prevenzione e del servizio di Cure primarie dell’area di integrazione interdistrettuale. Al Personale viene assegnata Caterina Capillupo che comunque continuerà a dirigere anche l’Ufficio Formazione ospedaliera. Alla guida del Servizio socio-sanitario da oggi ci sarà Graziella Pirari, affiancata da Luigi Gazzaniga con funzioni amministrative.
 Continuano nel mentre le polemiche sul project, in attesa che il consiglio di Stato fissi la data della definitiva sentenza sul maxi progetto Asl da 700 milioni. «Bloccare il project significherebbe causare un grosso danno non solo all’economia nuorese, ma alle diverse aziende locali che ne sono coinvolte». Parole del direttore dell’Apan Sardegna Gian Franco Seddone. Che, dopo aver espresso una serie di dubbi sulla «scarsa difesa» che il progetto ha avuto durante la gestione sardista dell’Asl, attacca: «Non si capisce inoltre il senso delle polemiche da parte di alcuni politici che tentano di salvare i conti della Regione non tagliando a Cagliari, a Sassari o ad Olbia, ma nella provincia in cui sono stati eletti. Quando, soprattutto in questo momento di grossa difficoltà, sarebbe invece utile un’azione a garanzia del lavoro delle aziende nel nostro territorio». «È infatti troppo semplicistico - continua - asserire in via astratta che se il project financing venisse invalidato in ultimo appello dal Consiglio di Stato, si potrebbe comunque garantire la continuità dei lavori. Realisticamente, si chiede come si possa andare avanti senza fondi e come un’impresa possa assicurare l’acquisto dei materiali, gli stipendi ai lavoratori e gli oneri sociali che deve sborsare ogni fine mese».
 «Certo è che se la Cofely - chiude Seddone - fosse costretta a lasciare, non sarà facile trovare immediatamente una soluzione: non lo sarebbe per l’Asl contrarre un mutuo di 66 milioni per eseguire i lavori e non basterebbero la disponibilità, la capacità, la forza di volontà e la competenza tecnica da parte delle nostre aziende. Se venisse a mancare il capitale di una multinazionale come Gdf Suez non si potrà realizzare un piano d’investimento cosi importante per tutta la provincia. Se ci fosse un’alternativa la prenderei in considerazione, ma fra il project e il nulla scelgo il project».
- Giovanni Bua