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Finanza e servizi, la rete di Bisignani

 ROMA. La lista dei politici e degli esponenti delle istituzioni già ascoltati dai pm napoletani come persone informate dei fatti è lunga e densa di nomi in vista. Si va dal sottosegretario alla presidenza Gianni Letta al ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, dal coordinatore di Futuro e Libertà Italo Bocchino al leader del Pd Massimo D’Alema, dall’ex direttore generale della Rai Mauro Masi al generale dell’Aise Adriano Santini, dal responsabile delle relazioni esterne del gruppo Finmeccanica Lorenzo Borgogni all’ad di Ferrovie Mario Moretti.
 Ma ancora più lunga è la lista delle «talpe» che devono ancora essere identificate e che avrebbero passato a Papa e Bisignani le informazioni giudiziarie utili a eludere le indagini. Ad esempio sul caso Finmeccanica (uno dei tre favoreggiamenti contestati a Bisignani): un caso sul quale Papa e Bisignani effetivamente acquisirono notizie poi trasmesse a Borgogni per il tramite di Anselmo Galbusera, scrive il Gip citando anche il caso delle informazioni rubate, a tempo di record, sull’inchiesta G8 che coinvolgeva il capo della Protezione civile Guido Bertolaso; o sull’inchiesta P3 che ha inguaiato il coordinatore del Pdl Denis Verdini, l’onorevole Nicola Cosentino e numerosi magistrati di alto rango.
 Proprio Verdini sarebbe il compilatore delle liste al quale Bisignani si sarebbe rivolto per sponsorizzare la candidatura di Papa in un collegio sicuro. Candidatura che secondo le testimonianze sarebbe stata portata avanti anche dall’ex Guardasigilli Castelli, dall’allora presidente del Senato Pera, dall’ex capo dei servizi segreti Nicolò Pollari e da altri generali della Guardia di finanza in stretti rapporti con Papa. A cominciare dal generale Walter Cretella che con Bisignani era stato indagato nell’inchiesta «Why Not» dal pm Luigi de Magistris, oggi sindaco di Napoli.
 L’inchiesta P3 coinvolse anche il capo degli ispettori del ministero della Giustizia Arcibaldo Miller. Un nome che adesso ricorre nelle carte dei pm napoletani secondo i quali Miller sarebbe stato una delle fonti di Papa. Dalla cricca P3 alla cricca P4 transita anche il nome di Achille Toro, ex procuratore aggiunto di Roma indagato a Perugia per rivelazione di atti: la talpa dell’inchiesta G8 parlava anche con Papa.
 Dalle indagini, mentre ognuno minaccia querele, rispunta anche il nome del direttore dell’Avanti Valter Lavitola, già coinvolto nel dossier sulla casa di An a Montecarlo. Il carabiniere La Monica gli offriva informazioni su Bassolino che secondo Lavitola non arrivarono mai. Ma i due si incontravano a discutere nei locali di Raitrade. A che titolo non si sa. Secondo un testimone per parlare di commercio all’ingrosso di pesce perché Lavitola aveva un’azienda ittica in Brasile. Una spiegazione definita «inverosimile» dal pm. (n.a)

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