Una maxi stazione senza treni


NUORO. Si avviano a conclusione i lavori per la realizzazione del primo lotto del Centro intermodale passeggeri presso la stazione ferroviaria di via Lamarmora, con la ristrutturazione degli edifici e il rifacimento dei piazzali. Ciò mentre a livello regionale si paventa la chiusura della tratta a scartamento ridotto Macomer-Nuoro.
Si tratta di un controsenso. Considerato che per tentare di ammodernare il più possile i cinquanta chilometri di strada ferrata sono stati spesi diversi milioni di euro.
Sono state corrette diverse curve per aumentare la velocità delle motrici, cosi come sono state sostituite le traversine in legno con quelle in cemento armato.
Sono stati realizzati i sovrappassi e fatte diverse altre migliorie. Nonostante ciò, l'idea è quella di dismettere il collegamento tra il Marghine e Nuoro.
Una proposta che suona come assurda, soprattutto ora che il Comune di Nuoro ha deciso di garantire un più razionale assetto all'organizzazione dei trasporti, coinvolgendo una parte del territorio cittadino. Oltre che per promuovere il rilancio del commercio e dei servizi a livello sovracomunale e interprovinciale, rafforzando il ruolo di Nuoro come polo di interesse di livello regionale per l'erogazione dei servizi.
Più concretamente: la stazione ferroviaria e gli spazi ricavati con i lavori in atto per il nodo intermodale, dovrebbero garantire l'ingresso di servizi e attività per il potenziamento delle relazioni economiche e sociali che lo stesso polo intermodale è in grado di sviluppare e attrarre. Il che vale anche a decongestionare la rete stradale di primo livello negli spostamenti interprovinciali e regionali, e mel contempo la rete di secondo livello a valenza provinciale a favore del trasporto pubblico.
Da tenere conto che il progetto relativo al nodo intermodale in atto è solo il primo stralcio funzionale di un piano di riassetto complessivo più ampio, dove alla riqualificazione della stazione e alla realizzazione di un parcheggio multipiano dovrebbero venire aggiunti, con successivi interventi, i parcheggi per i bus di linea e privati.

Antonio Bassu