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Equitalia: «Bonus e rate allungate, così aiutiamo i contribuenti in difficoltà»

 CAGLIARI. Equitalia da mostro mangia imprese e distruggi famiglie non vuole certo passare. Continua a dire di fare soltanto il suo dovere («Siamo esattori, non i mandanti delle cartelle») e per dimostrare che nei suoi uffici, a Sassari come a Nuoro, batte un cuore, ecco l’ultima offerta: la rateizzazione allungata. Finora i mesi massimi di dilazione erano 72, adesso raddoppiano: sei anni più altri sei.
 Attenzione, però: la generosità dell’ultim’ora vale soltanto per chi, sono oltre 60mila i casi in Sardegna, ha già frazionato il debito maturato con Inps, Agenzia delle entrate e comuni ma poi lungo strada ha smesso di pagare. Subito un esempio per capire meglio: esposizione intorno ai cinquemila euro, dilazionati in ventiquattro mesi, pagamenti regolari per un anno ma all’inizio del secondo il contribuente salta due rate consecutive. Ebbene, fino a febbraio la legge diceva che il beneficio doveva essere revocato, con la punizione immediata: il pagamento, in un’unica soluzione, dell’importo ancora dovuto. La novità è che al beneficio adesso si può essere riammessi e il residuo potrà essere frazionato di nuovo per un massimo di altri sei anni. Con un ulteriore bonus: se la richiesta sarà presentata entro giugno, i vantaggi saranno maggiori, con le cartelle alleggerite dagli interessi di mora e il blocco immediato delle procedure esecutive. La domanda potrà essere presentata anche dopo giugno, ma in quel caso i vantaggi saranno inferiori. Ovviamente l’allungamento non interessa chi è in regola con i pagamenti e non è esteso neanche ai nuovi debitori, sono in arrivo migliaia di cartelle, per i quali la rateizzazione massima rimane di settantadue mesi. Certo, il sei+sei è una boccata d’ossigeno per quanti sono già all’inferno, ma non risolve il problema dell’attacco generalizzato, attraverso Equitalia, a un sistema economico traballante. «Non è difficile ammettere - ha detto l’amministratore delegato della società, Gianluigi Giuliano - che la Sardegna è una delle regioni con la più alta esposizione». Per questo, sono state firmate diverse convenzioni con Api Sarda, Confindustria, Cna e Confcommercio per agevolare gli iscritti e nei prossimi mesi saranno aperti altri “tavoli di ascolto” con prefettura, regione, province, comuni e garante del contribuente. «È necessario - sono state le parole dell’ad - trovare in tempi stretti una via d’uscita a quello che ormai da più parti è stata definita un’emergenza sociale». Le strade da percorrere sono però tortuose e c’è anche il rischio di un’ingiustizia sociale nei confronti di chi, gli onesti, continua a pagare con regolarità tasse, contributi e tributi: l’evasione, in altre parole, non può essere incentivata, con una sperequazione a danno dei rispettosi della legge. Nel caso della Sardegna, però gran parte dell’esposizione è soprattutto figlia della crisi economica: non ci sono i soldi per il pranzo, figuriamoci “se possiamo pagare il resto”, ha gridato nei giorni scorsi il comitato anti-equitalita sceso in piazza a Cagliari. Dunque, a correggere il tiro non dev’essere soltanto l’esattore, ma anche il mandante delle cartelle. Gli esempi non mancano: perché ad esempio i comuni aspettano l’ultimo dei cinque anni prima delle prescrizione per pretendere il pagamento dell’Ici evasa? Basterebbe che l’accertamento avvenisse entro l’anno successivo all’evasione e il contribuente infedele risparmierebbe quattro anni d’interessi dal 4,5 al 6 per cento. Oppure, c’è la mannaia della sanzione che subito raddoppia l’importo iniziale dovuto e in molti si chiedono perché gli enti creditori applichino sempre il massimo della punizione ammessa e non siano invece più benevoli. Sono questi i problemi che gonfiano le cartelle e Equitalia da sola non può risolvere, visto che in autonomia potrebbe intervenire soltanto sui compensi di riscossione, gli unici che incassa, tutto il resto è girato al mandante della cartella, ed ecco perché serve una moratoria almeno dell’esistente. Chi può deciderla? Il potere politico e a quella porta i dannati di Equitalia prima o poi dovranno bussare.

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