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Ecco il piano per il polo verde


 SASSARI. La cautela resta, ma il clima è molto più disteso dopo l’incontro con i vertici di Eni-Novamont e Polimeri Europa che ieri pomeriggio sono arrivati in Provincia e hanno messo sul tavolo il piano industriale sulla chimica verde. Un documento fondamentale per capire le intenzioni di Eni sul sito di Porto Torres, colmando diffidenze dopo la dichiarata politica di dismissione della chimica di base. Il presidente di Polimeri Europa Leonardo Maugeri e Marco Versari, responsabile marketing di Novamont, insieme alla struttura di Eni hanno detto a chiare lettere di credere molto nel «green», di volere accelerare l’iter per avviare da novembre le opere per i nuovi impianti. In tanti sono interessati al business - è stato sottolineato - e quindi il primo che riuscirà a produrre, potrà meglio accreditarsi sul mercato. Anzi, hanno ribadito di voler diventare leader mondiali della chimica verde. I dirigenti sono arrivati con pacchi di documenti e copie da affidare alla discussione di un tavolo piuttosto affollato. Sì, all’appuntamento convocato in meno di 24 ore nelle sale della Provincia non è mancato nessuno. In sala si sono sistemati tutti i soggetti che in questo progetto saranno coinvolti: la Regione col presidente Cappellacci e gli assessori Giorgio La Spisa e Bastianino Sannitu, la Provincia di Sassari con la presidente Alessandra Giudici, i sindaci di Sassari Gianfranco Ganau, Porto Torres Beniamino Scarpa e Alghero Marco Tedde. Presenti le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil. È stato giudicato positivo anche questo momento politico; per la prima volta tutte le parti si sono incontrate a uno stesso tavolo e le notizie sono arrivate in maniera diretta.
 Adesso gli elementi conoscitivi ci sono e finalmente sembra si aprano scenari di sviluppo e non di salvataggio. Un punto fermo è stato messo: deve essere garantita la continuità occupazionale e finchè non saranno aperti i nuovi impianti, non devono essere fermati i vecchi. Si dovrà lavorare per la messa in sicurezza degli impianti, si prevede cassa integrazione per un’ottantina di unità, ma quando il progetto decollerà - è stato detto - si avrà un saldo attivo di 200 lavoratori rispetto alla presenza attuale. Questa partita dovrà essere naturalmente trattata nel patto di sindacato. Cappellacci ha assicurato che la Regione seguirà passo passo l’iter della fase istruttoria in sede ministeriale in vista dell’accordo di programma che dovrà essere sottoscritto sotto l’egida della presidenza del Consiglio dei ministri.
 È stato un incontro ancora interlocutorio, ma finalmente ci sono le carte, quelle che non più tardi di giovedì erano state ancora richieste dalla Provincia e dai sindacati. Ora il piano industriale c’è e Alessandra Giudici ribadisce che «la nostra posizione è di cautela, ma adesso si è cominciato a parlare con documenti alla mano. Pronti ad accettare la sfida». Stesso apprezzamento è stato mostrato da Cappellacci così come dal sindaco di Sassari: «È positivo che si parli di un progetto di prospettiva e sviluppo». «C’è soddisfazione - dice Gavino Carta, segretario della Cisl - perchè vogliono fare un accordo condiviso con il territorio. È stata ribadita la fermata del cracking, ma senza effetti occupazionali. Sindacato e Regione vigileranno. È una scommessa, un cambiamento culturale». Caustico Antonio Rudas della Cgil: «Il progetto va bene, ma l’esperienza dice che di Eni non ci si può fidare. Sia chiaro: l’occupazione va garantita e i vecchi impianti fermati solo quando cominceranno a girare i nuovi».
 

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- Vannalisa Manca