24 ottobre 2010 —
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Sardegna
SASSARI. Grido dallarme e spietato jaccuse al governo nazionale e alla giunta regionale da parte della Confindustria del Nord Sardegna. Il cui presidente Stefano Lubrano, in vista della riunione dei vertici dellorganizzazione, ha rivolto un appello alle forze politiche perché si agisca «immediatamente per tentare di salvare un intero sistema sociale, economico e produttivo». «Se fino ad un anno e mezzo fa si discuteva di strategie e sviluppo - ha detto Lubrano - si è passati nei mesi scorsi ad affrontare solo quelle priorità che, se attuate, avrebbero potuto consentire iniezioni di ossigeno per il Nord Sardegna». Invece «sono trascorsi quasi due anni dal cambio di governo regionale e oggi concetti come sviluppo, mercati, globalità, devono essere messi da parte: dobbiamo pensare solo a salvarci, in questi 20 mesi si sono perse quasi tutte le occasioni per creare opportunità di rilancio delleconomia, per evitare la stagnazione, per dare fiducia alle imprese, al tessuto sociale, al territorio». Nelle aziende «si parla solo di come sopravvivere, il clima è di totale sfiducia, vi è la chiara consapevolezza che non esista alcun riferimento politico che abbia ruolo di governo a livello territoriale, regionale e nazionale, pronto a rappresentare le istanze, i problemi, il dramma che viviamo». Mentre la politica, in Sardegna come a Roma, «non sa andare oltre assurde liti interne che niente hanno a che fare con linteresse collettivo».
Lubrano ha anche denunciato la schizofrenia di un sistema pubblico che da una parte nega allazienda il pagamento del proprio lavoro e dallaltra è implacabile nel recuperare quanto gli è dovuto dallo stesso imprenditore». E ha anche denunciato come «lassenza di progettualità e autorevolezza non consente di incidere concretamente sulle questioni della chimica, dellenergia, delle infrastrutture, come dimostra lincresciosa gestione della Sassari-Olbia». E ancora «lincapacità di trovare soluzioni legate allagroalimentare, alle conseguenze del caso Tirrenia, rischia di stroncare le imprese nelle aree portuali e nel settore dei trasporti».
Dopo parlato delle tensioni sociali di questi ultimi mesi (da Vinyls a i pastori), Lubrano ha detto che «è sulla crisi profonda del sistema sanitario che temiamo vi possa essere il collasso definitivo». Perché «lo stato di enorme precarietà derivato dal commissariamento delle Asl ha generato solo incertezze, sia alle imprese che ai cittadini».
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