«Io e Bisoli, una vita da mediani»


SASSARI.Hanno giocato insieme per quattro stagioni. Marco Sanna e Pierpaolo Bisoli sono stati protagonisti col Cagliari di tante battaglie. C'erano anche loro nella squadra guidata da Bruno Giorgi, arrivata fino alla semifinale di Coppa Uefa, poi persa nel doppio confronto con l'Inter. Il primo ha smesso di giocare quest'anno e ha cominciato l'avventura come allenatore, anche se al momento è disoccupato. Bisoli è tornato in Sardegna richiamato da Massimo Cellino, col quale ha sempre avuto un rapporto speciale. «E' vero - conferma Marco Sanna -, tra il presidente e Pierpaolo c'è sempre stato feeling. Non dico che era il 'cocco" di Cellino, però si intuiva che aveva un debole per un giocatore che in campo non si è mai risparmiato».
Il centrocampista sassarese ha ricordi molto belli legati a Bisoli. «Anche se non ci siamo mai sentiti per telefono una volta che le nostre strade si sono divise - aggiunge -, con lui sono sempre andato d'accordo e non nascondo di avere imparato tante cose. Pierpaolo mi ha trasmesso la voglia di lavorare sodo, di sacrificarmi, di essere sempre al servizio della squadra. Lui era uno che correva per gli altri e credo che questa filosofia l'abbia conservata anche adesso che siede in panchina».
Non è sorpreso Marco Sanna dal fatto che Bisoli sia considerato un tecnico emergente. «Era inquadrato, predisposto per un certo tipo di vita. E' sempre stato un professionista serissimo, non saltava mai un allenamento. Non era un fenomeno sul piano tecnico, ma ha lavorato talmente tanto che è migliorato nel giro di pochi anni. Ricordo che si tratteneva dopo gli allenamenti e faceva un lavoro specifico. Non avrei mai pensato, invece, che Massimiliano Allegri potesse diventare un bravo allenatore. Era completamente diverso da Pierpaolo, meno disposto al sacrificio. Il tempo lo ha cambiato».
Marco Sanna racconta Bisoli giocatore. «Nello spogliatoio incitava tutti. Trasmetteva una carica agonistica incredibile. Uno che non si arrendeva mai e non aveva paura di nulla. Una persona determinata, che quando si poneva un obiettivo lo raggiungeva. Credo che con lui i calciatori del Cagliari non abbiano il tempo di annoiarsi. Mi piacerebbe seguire qualche suo allenamento».
Ma adesso dovrà gestire con attenzione il caso Conti-Agostini, con i quali ha avuto uno scontro durissimo. «Ha personalità per risolvere questa situazione - spiega Sanna -. Non è un autolesionista, se non ha convocato due giocatori praticamente intoccabili, tra l'altro nel cuore dei tifosi, è successo qualcosa. E' sicuro che ha l'appoggio del presidente, anche se con uno come Cellino mai dare niente per scontato. Pierpaolo non è una persona rancorosa. Ho sentito le sue dichiarazioni dopo la partita di Verona, c'è la volontà di ricomporre la frattura».
Marco Sanna ha chiuso col calcio giocato. «Fisicamente sto bene - sottolinea -, ma a 41 anni è giusto dire basta. Già la scorsa stagione a Valledoria, ho giocato poco perchè fare il tecnico e il calciatore credo sia quasi impossibile. La scelta di dire basta l'avevo già maturata da un po'. Tra poco aprirò un'attività (un'agenzia di scommesse ndr) alla quale intendo dedicare, almeno nella fase iniziale, molto del mio tempo. Però il pallone resta importante nella mia vita. Dopo 21 anni di professionismo e tre nei dilettanti, staccarsi è quasi impossibile».
La chiusura è dedicata ancora a Bisoli. «Gli auguro di fare bene a Cagliari. Lui è legato alla città e alla squadra. Ci tiene da matti a ricambiare la fiducia del presidente e dei tifosi. Ma va lasciato lavorare in pace».

Roberto Muretto