Basilica di San Saturno, via le recinzioni e rinasce il giardino

CAGLIARI. La basilica di San Saturno è un gioiello affondato in uno strano giardino archeologico dissestato, casa per gatti e affanno per i genitori dei bambini che si raccolgono nella piazzetta. Deve diventare un piccolo parco, il soprintendente ai beni monumentali Gabriele Tola ha firmato un progetto che lo riordina, lo mette in sicurezza, ma soprattutto lo rivela definitivamente al pubblico.
I reperti che affiorano da un lato e dall'altro dell'unico pezzo di basilica rimasto verranno restaurati «con 400 mila euro», l'area sarà, come si dice, riqualificata (750 mila euro), fino a meritare l'appellativo di parco, anche se l'appezzamento di terreno è davvero piccolo. Il respiro, però, è quello del parco: lo diventerà anche grazie alla basilica e alla piazza Ogni centimetro quadro dell'area recintata ha il suo spuntone di manufatto archeologico che affiora. Già cosi, maldestramente coperto, sprigiona un gran fascino. Si sa che sotto la piazzetta è tutto un dipanarsi di basamenti di edifici, salvati dalla ristruttuazione della piazza (era uno sterrato dove parcheggiavano le auto) perché il pavimento è stato sopraelevato (è voluta l'ondulazione che fa convergere i palloni al centro o, da un certo punto in poi, li espelle mandandoli in strada). Dunque cosa dovrà succedere? Il dettaglio del progetto si articola in dieci punti. Spariscono le coperture delle aree archeologiche, comprese le rampe che non serviranno più perché le barriere architettoniche saranno abbattute. Sarà demolita anche la casetta dei quadri di controllo. Spariranno le recinzioni. L'area archeologica verrà coperta: ci sono edifici funerari del IV, V secolo dopo Cristo, mosaici a più colori e manufatti di una pietra tenera che si sta sbriciolando. Tutto va protetto, ma anche reso visibile e comunque lasciato nella disponibilità degli archeologici che molto ancora devono scavare. Le luci serviranno per illuminare la zona ma anche per marcare i percorsi. Il verde sarà interamente ripensato e altre piante arricchiranno il giardino. Si potrà camminare in sicurezza con una «pavimentazione ecologica». Infine: l'ex casa del custode sarà «struttura di accoglienza per completare la musealizzazione all'aperto»