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«Pastori e intellettuali», la storia di venti sacerdoti

 PERDASDEFOGU. Il libro di Tonino Cabizzosu «Pastori e intellettuali nella Chiesa sarda del Novecento» verrà presentato stasera alle 19 nella biblioteca comunale “Daniele Lai”. Con l’autore, direttore dell’archivio diocesano di Cagliari e professore ordinario di Storia della Chiesa alla facoltà di Teologia di Cagliari, interverranno don Ettore Cannavera (dirigente della comunità La Collina di Serdiana) e il vescovo di Lanusei monsignor Antioco Piseddu. Introduce il giornalista Giacomo Mameli e un rappresentante della giunta comunale del paese.
 Concluderanno il dibattito l’autore del volume e il presidente dell’amministrazione strazione provinciale dell’Ogliastra Bruno Pilia. Sono tre i sacerdoti ogliastrini di cui si parla nel volume: i canonici Priamo Maria Spano di Perdasdefogu (parroco a Villagrande, Escalaplano, Arzana, Esterzili), Flavio Cocco di Gairo (preside delle magistrali di Lanusei e docente di Francese ai salesiani) e l’archeologo francescano Mario Vincenzo Cannas di Tertenia, fondatore dei “Quaderni ogliastrini”.
 Il libro (370 pagine, euro 24, editore Salvatore Sciascia di Caltanissetta) racconta in forma giornalistica - ma con lo scrupolo dello studioso di Storia - la vita sacerdotale e civile di venti uomini di Chiesa.
 Un libro coraggioso, laico, con storie vere, spesso di denuncia di una deriva e di allontanamento di alcuni uomini di chiesa dai canoni del Vangelo e dell’insegnamento cristiano.
 Pagine di evangelizzazione, istruzione scolastica, tradizioni popolari inquadrate fra il Concilio di Trento fino al Vaticano II.
 Importanti le pagine sul rapporto tra Chiesa e politica, del clero di Bisarcio-Ozieri, del ruolo del seminario di Cuglieri, dei sedici istituti fondati nell’ultimo secolo.
 Sono molto significative le denunce di cinque preti-giornalisti, in particolare quella di don Gesuinio Mulas (di Benetutti), redattore del giornale cattolico “Il Quotidiano sardo” dove pesanti erano le ingerenze della Democrazia cristiana e dei suoi rappresentanti.
 Le storie proposte da Tonino Cabizzosu sono, come detto, venti.
 Questi i sacerdoti dei quali si parla: Giovanni Antonio Tilocca di Bottida (1863-1937), Attilio Spiga di Sestu (1911-1960), Antonio Piga di Armungia (1916-1970), Priamo Maria Spano di Perdasdefogu (1871-1959), Giovanni Ortu di Dorgali (1918-1994), Felice Prinetti (lombardo, giunto a Cagliari nel 1881), Giovanni Battista Manzella di Soncino (1855-1937), Virgilio Angioni di Quartu Sant’Elena (1878-1947), Salvatore Vico di La Maddalena (1896-1991), Livio Urru nato a Genova Cogoleto (1914, muore a Desulo nel 1998), Pietro Casu di Berchidda (1878-1954), Damiano Filia di Illorai (1878-1956), Agostino Saba di Serdiana (1888-1962), Felice Putzu di Selargius (1880-1961), Vincenzo Mario Cannas di Tertenia (1914-2001), Giovanni Battista Demelas di Buddusò (1884-1968), Gesuino Mulas di Benetutti (1908-1978, Giuseppe Lepori di Serramanna (1904-1988), Flavio Cocco di Gairo (1906-1994) e Francesco Brundu di Chiaramonti (1906-2002).