01 settembre 2010 —
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Olbia
OLBIA. Uniti ma solo in parte. In realtà sulla questione dei rapporti col Cip (su cui il consigliere provinciale del Pd Andrea Viola sta per proporre uninterrogazione) cè molta divisione e la rabbia degli imprenditori dellarea industriale di Olbia si disperde in tanti rivoli. Specialmente sulla questione degli espropri le posizioni non sono certo unanimi. Se una parte dei convenuti allincontro di lunedì al Blue Marine affermava senza mezzi termini che lintenzione di effettuare espropri non è in alcun modo giustificabile, ci sono anche posizioni di segno contrario.
Ad esempio quella di Gavino Murrighile: «Lesproprio in sè non è una cosa sbagliata, ma occorre vedere caso per caso se vanno a colpire attività davvero inattive o speculatori in attesa di rivendere al miglior offerente». Largomento su cui piuttosto cè un accordo massiccio è quello della tassa per le opere di manutenzione delle strade e la costruzione di nuove rotatorie: «Questa è invece una richiesta oggettivamente iniqua - dice Murrighile - perchè è assurdo che noi imprenditori ci troviamo chiamati a finanziare il miglioramento di aree che, come la quattro corsie Olbia-Golfo Aranci, vengono utilizzate da tutta la popolazione. Su questo non abbiamo alcun motivo di divisione e possiamo muoverci tutti insieme».
E infatti lunica presa di posizione tangibile emersa dallincontro è la decisione di non pagare queste fatture prima di accertare gli aspetti legali. Anche se i tempi stringono (30 giorni), con la spada di Damocle dellintervento di Equitalia nel caso di mancato pagamento. E cè chi propone che sia affidata al Comune la manutenzione delle strade.
Tra i problemi posti, quello del geometra Giovannino Spano: «Nella variante del consorzio ci sono modifiche sostanziali: nella zona D1 (che comprende la zona industriale) si può edificare al 60 per cneto, la variante porta il limite al 40 per cento (il 60 solo per particolari esigenze per le quali occorre fare richiesta) obbligando così i Comuni a porre delle norme di salvaguardia. È normale tutto ciò?»
Nel corso della riunione di lunedì cè stato anche chi ha affermato di non sentirsi rappresentato dal Consorzio e di vivere i problemi da solo. Chi vorrebbe mosse eclatanti come quelle della protesta dei pastori. Altri hanno parlato del Cip come di un «centro di potere in delirio di onnipotenza». Limprenditore Nardino Fois: «Normale che occorra essere duri contro gli speculatori e che il Consorzio li vada a scovare utilizzando larma dellesproprio. Ma chi ha un terreno, ci ha già costruito e aspetta tempi migliori per far decollare lazienda, vista la crisi, non si può vedere tolto tutto».
E Il Cip? Preferisce non prendere una posizione ufficiale mentre nel frattempo incontra le associazioni.