30 agosto 2010 —
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sezione: Sardegna
CAGLIARI. In Vaticano è stata lanciata loperazione-Sardegna. Vescovi, preti e persino laici sono stati raggiunti da una lettera del Nunzio apostolico in Italia.
Nella missiva, riservata, ma di cui si conoscono i contenuti, sono stati chiesti pareri su alcuni sacerdoti sardi indicati come episcopabili. Da questo screening, con tutta probabilità, uscirà la rosa definitiva dei futuri vescovi di Alghero-Bosa, Nuoro, Lanusei, diocesi vacanti o governate da monsignori prossimi a compiere 75 anni detà.
Storia a parte per Cagliari, che non sarà destinata a un neo vescovo, quando il papa accetterà le dimissioni per limiti di età che monsignor Giuseppe Mani presenterà nel giugno del 2011.
Il sistema della consultazione segreta viene di solito adottato dalla Chiesa per arricchire il dossier in suo possesso su ogni singolo sacerdote e, quindi, verificare con fatti e testimonianze lidoneità di un prete o di un religioso allepiscopato.
La Santa Sede richiede nei candidati alla mitra almeno cinque requisiti.
Una fede salda, buoni costumi, pietà, zelo per le anime, saggezza, prudenza e virtù umane e che sia «inoltre dotato di tutte le altre qualità che lo rendono adatto a compiere lufficio in questione», come recita il canone 378 del Codice di Diritto canonico.
Il candidato inoltre deve godere di buona reputazione; deve avere almeno trentacinque anni detà; deve essere prete da almeno 5 anni, e infine che abbia conseguito la laurea dottorale o la licenza in sacra scrittura, teologia, o diritto canonico.
Per quel che riguarda gli ultimi tre requisiti è tutto scritto negli archivi vaticani, nei fascicoli personali dei possibili candidati.
Per i primi due, invece, è importante acquisire una selezionata vox populi. A Roma ovviamente si affidano molto alle proposte dei vescovi locali, che monitorano costantemente i loro collaboratori.
Ogni tre anni la Conferenza episcopale sarda, mediante una consultazione comune, invia alla Santa Sede un elenco di preti e religiosi, particolarmente idonei allepiscopato. Ogni vescovo, inoltre, ha diritto di trasmettere separatamente i nomi dei sacerdoti a suo insindacabile giudizio adatti alla funzione episcopale. Ma non è detto che i prescelti vengano pescati da questi due gruppi. Infatti ogni volta che deve essere nominato un vescovo si mette in movimento un sistema di consultazione pilotato dal nunzio apostolico, per individuare la terna dei candidati da proporre alla Congregazione dei Vescovi.
Il legato pontificio fa la sintesi della sua indagine e riferisce a una commissione di cardinali suggerimenti e proposte del presidente della Conferenza episcopale e dellarcivescovo metropolita della diocesi in questione. Nel caso di Alghero e Nuoro saranno acquisiti i pareri, non vincolanti, degli arcivescovi di Sassari e Cagliari, alle cui chiese metropolitane appartengono rispettivamente le diocesi catalana e barbaricina.
Per la selezione dei candidati, la Congregazione per i Vescovi adotta il criterio della eliminazione degli estremi: si tagliano i candidati con i curricula esclusivamente positivi e negativi; si sceglie, invece, colui che nella sua vita sacerdotale ha lavorato molto, in genere bene, a volte scontentando qualcuno.
Lo screening ecclesiastico, salvo clamorose sorprese, conferma i risultati del continuo monitoraggio vaticano sui preti episcopabili e sui vescovi potenzialmente trasferibili. La Santa Sede difficilmente si fa cogliere impreparata. Non è improbabile che abbia già individuato per ciascuna delle diocesi interessate le terne dei possibili nuovi pastori. Anche per Cagliari. Come da prassi allo scoccare dei 75 anni, lattuale arcivescovo, Giuseppe Mani, rassegnerà le sue dimissioni nelle mani del Papa. Benedetto XVI lo ringrazierà per il lavoro svolto e gli chiederà di rimanere sino a quando non verrà nominato il suo successore.
Allora si metterà in moto la macchina per la nomina del responsabile della più importante diocesi sarda. Non esiste una tempistica rigida; la scelta può anche portar via diversi mesi, difficilmente più di un anno.
E visto che lattuale Arcivescovo compirà 75 anni il 21 giugno del prossimo anno, la sua permanenza in Sardegna potrebbe arrivare al 2012.
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Mario Girau