ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

«E se coprissimo il Corso?»


 SASSARI. Ci si aspettava che in consiglio comunale ci fossero le scintille; così non è stato ma il fiammifero è stato comunque acceso. Ieri mattina si è aperto il dibattito sulle dichiarazioni programmatiche del sindaco, illustrate martedì scorso da Gianfranco Ganau, e l’opposizione di centrodestra ha cominciato a dare fuoco alle polveri. Come era prevedibile, d’altra parte. Così come era immaginabile che l’argomento più dibattuto sarebbe stato il Piano urbanistico comunale, soprattutto data la presenza di un consigliere come Giampiero Uneddu (Pdl), ingegnere che del Puc conosce più di una virgola. Ma dalla minoranza sono piovute le critiche alle «poche paginette del programma di Ganau», anzi al «non-programma» presentato dal sindaco, come ha ironizzato Ottaviano Canalis, capogruppo dell’Udc e giù polemiche sui progetti compresi nel «Patto per il territorio» che questa amministrazione intende portare avanti nei prossimi cinque anni.
 Ganau ha preso appunti, ha sorriso di tanto in tanto, ha sbarrato gli occhi quando evidentemente si è visto rimuovere accuse che ha ritenuto improprie e ha smentito con qualche smorfia rivolta a chi riferiva con imprecisione fatti compiuti nella precedente legislatura o immaginato chissà quali intenti. Il sindaco ieri doveva soltanto ascoltare; parlerà oggi con la replica finale (una tempistica anche questa contestata dal Pdl che vorrebbe intervenire sulla replica).
 La maggioranza, davvero coesa, non ha fatto mancare la propria voce, con argomentazioni di peso e puntualizzazioni. Anzi, a sostenere il sindaco e le sue linee di programma sono intervenuti quasi tutti i consiglieri, sia quelli che possono vantare anche più di una consiliatura e sia i nuovi eletti, un numero nutrito di neoconsiglieri grazie ai quali l’assemblea civica si è rinnovata, tra l’altro abbassando la media anagrafica. Nuovi eletti come Simone Campus (Pd) ed Efreem Carta (Ora Sì) che nei loro interventi hanno precisato che se adesso siedono sui banchi del consiglio è perchè il rinnovamento delle liste dei partiti di maggioranza ha fatto in modo che la loro presenza potesse intercettare nuovi settori e quindi nuovi elettori. Insomma, una rappresentatività diversa e si annunciano cinque anni di vivacità. Ieri mattina, però, l’unica vera proposta - sicuramente rivoluzionaria - è stata lanciata da Antonello Desole, capogruppo Pdl: «Questa amministrazione non sa osare - ha esordito -. Continua a parlare di centro commerciale naturale nel centro della città, ma non fa nulla per movimentare il commercio e la gente va a fare acquisti e a passeggiare nelle gallerie dei centri commerciali di periferia». E allora? «Io farei la copertura di Corso Vittorio Emanuele, che diventerebbe zona pedonale. Un sogno che può diventare realtà con una adeguata programmazione e il reperimento di fondi europei per i Centri Storici. Il progetto che può sembrare ardito è in realtà fattibilissimo e molto suggestivo. Una copertura in materiale plastico, ecologico - ha spiegato Desole -, con aperture che consentano l’aerazione ma proteggano dalle piogge e dal vento, che segua l’andamento dei tetti e consenta di trasformare il Corso Vittorio Emanuele, che rimane l’arteria storica più importante della città in una splendida passeggiata chiusa al traffico automobilistico, con panchine e fioriere, e restituisca ai cittadini e al commercio il vero salotto storico della città». La proposta è rimasta nell’aria, lasciando attoniti gli increduli («dice davvero?») tra chi sorrideva commentando in silenzio il chilometrico progetto da piazza Azuni a Porta Sant’Antonio con la Soprintendenza appollaiata sopra, in difesa della storicità dell’area, e chi già pensava alle tensostrutture che oggi riparano (ma soffocano) gli operatori del mercato civico che da sotto il policarbonato vorrebbero invece fuggire. Desole ha ricordato la Galleria di Milano, ma anche Berlino e varie città che possono vantare grandi spazi al chiuso per il commercio. Chissà, magari in questi cinque anni Desole porterà in consiglio anche cartografie e progetti per dare forza al suo sogno.
 A parte la proposta della copertura del Corso Vittorio Emanuele, Desole ha punzecchiato sul Puc e soprattutto sul «patto per il territorio» che può fallire proprio come «in questi cinque anni è fallito il progetto di Sassari capofila del territorio». Gli ha fatto eco più tardi il compagno di partito Manuel Alivesi con un articolato intervento nel quale - tra l’altro - ha sottolineato come il patto per il territorio si compenetri con le linee programmatiche proposte dalla presidente della Provincia Alessandra Giudici per il Nord Ovest. Il dibattito dell’assemblea civica è stato senza dubbio ricco. Il centrodestra ha lasciato soprattutto a Uneddu il compito di sviscerare l’argomento clou, il Puc. Il consigliere del Pdl, già consulente per il Piano Urbanistico comunale, ha messo sale sulle ferite legate alla «non coerenza» rimarcata dai tecnici della Regione per quanto concerne Zone C2 e Perequazione compensativa. Per il centrodestra non basta semplicemente correggere il documento, occorre riportarlo in aula. E stamane Uneddu farà altre osservazioni. È stato il presidente della commissione Urbanistica, Gianpaolo Mameli (Pd) a replicare sul Puc, articolando quasi su ogni punto sottolineato da Uneddu. Oggi si riprende e infine la replica del sindaco.
- Vannalisa Manca