Summit sardo dei Consorzi di bonifica

OZIERI.Convocato per oggi un incontro tra gli amministratori e i direttori generali dei nove Consorzi di Bonifica della Sardegna per discutere del ruolo centrale nello sviluppo dei territori. La riunione sarda segue l'incontro annuale dell'Associazione nazionale delle bonifiche (Anbi), presieduta dal numero uno del Consorzio della Nurra e vice sindaco di Sassari, Gavino Zirattu. Nel corso di quell'assemblea a Roma alla presenza del ministro Giancarlo Galan, degli assessori regionali e dei rappresentanti delle principali associazioni di categoria, era stata annunciata la firma del protocollo di intesa al servizio della sicurezza idrogeologica e dei terreni agricoli, sottoscritto con Gianni Alemanno, presidente del consiglio Anci e sindaco di Roma.
Nel commentare l'accordo il presidente dell'Anbi, Massimo Gargano ha fatto una forte affermazione: «Con i comuni italiani si apre una pagina nuova per il territorio nazionale». Idea espressa anche da Alemanno, secondo il quale il protocollo rappresenta un documento indispensabile per l'alleanza tra Comuni e Consorzi di bonifica per valorizzare il territorio. Con i Consorzi di bonifica - ha proseguito - i centri decisionali si avvicinano sempre più alla società civile per arginare il monopolio del Pubblico e dello Stato.
Ora il protocollo dovrà essere firmato anche per la Sardegna, ma paiono esserci ostacoli. «Il protocollo d'intesa in Sardegna - spiega il commissario del Consorzio nord Sardegna, Vanni Fadda - si scontra con la legge Soru del 2008 che ha derubricato i consorziati da agricoltori a idraulici, costituendo fittizi ambiti territoriali ascrivibili ai Consorzi di bonifica che ricomprendono acquedotti rurali, strade, ponti, interventi di bonifica e attività di servizio a beneficio di utenti extra agricoli. Addirittura la legislazione ha prelevato l'acqua delle dighe dalle mani degli agricoltori e l'ha assegnata ai centri di potere urbano. I dirigenti dei Consorzi mirano a superare questo stato di cose, anche rifacendosi alla linea espressa da Alemanno, secondo il quale la gestione delle infrastrutture agricole e il loro ammodernamento con i Consorzi costa meno. Nell'incontro di domani si parlerà anche di federalismo, che ha senso - dice Fadda - se realizza la sussidiarietà». (b.m.)