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Una città sempre meno feconda

 CAGLIARI. Le città invecchiano, si vive meno bene che in provincia e nascono meno bambini. Cagliari segue il corso delle altre aree metropolitane d’Italia, segnando il record, con Trieste, del più basso livello di fecondità nazionale.
 Secondo i dati del primo «Rapporto Osservasalute aree metropolitane 2010», realizzato dall’Osservatorio nazionale per la salute nelle regioni italiane dell’università Cattolica di Roma, presentato ieri, la provincia di Cagliari è la meno fertile d’Italia con 0,982 figli per donna. Segue Trieste, con 1,131, mentre sono Napoli e Palermo le province metropolitane più fertili d’Italia con, rispettivamente, 1,507 e 1,505 figli per donna.
 Sono state quindici le città (Torino, Milano, Venezia, Trieste, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Palermo, Messina. Catania e Cagliari) esaminate dal rapporto Osservasalute. Il quadro disegnato dalla ricerca mette in luce come le aree metropolitane siano trafficate, poco “verdi”, con una mobilità pubblica non ben sviluppata e sofferenti rispetto al resto del Paese, anche a causa del maggior numero di abitanti che risiedono nei loro territori. Residenti che, fatta eccezione per Bologna e Firenze, muoiomo di più che nel resto d’Italia. Uno degli aspetti, quest’ultimo, emerso dal rapporto Osservasalute che si inserisce nel quadro generale di un invecchiamento delle aree metropolitane, nelle quali sempre secondo lo studio presentato, si vive peggio, in condizioni di salute meno buone che nel resto del paese e si muore di più.
 «Il quadro è tutt’altro che roseo - commenta Walter Ricciardi, coordinatore dello studio - tutte le aree metropolitane arrancano infatti anche laddove le Regioni di appartenenza appaiono in discreta salute». Una situazione complessiva delle quindici aree prese in esame che vede Cagliari pienamente inserita nelle linee di tendenza dei grandi agglomerati urbani, dove la qualità della vita complessiva è inferiore al resto del paese.