ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

Nel regno delle discariche in aumento i casi di inciviltà

 ORISTANO. Il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti in campagna e nelle periferie dei centri abitati continua a crescere. Lo scorso anno l’Ispettorato Forestale ha elevato 36 sanzioni amministrative e trasmesso cinque comunicazioni di notizia di reato alla magistratura, contro i 25 riscontrarti nei primi sei mesi di quest’anno. In cinque casi si è proceduto a denunciare i colpevoli. L’abbandono di rifiuti infatti contribuisce fortemente al depauperamento della qualità dell’ambiente, al peggioramento della vivibilità e all’alterazione del paesaggio. «L’Ispettorato Forestale, già da qualche anno - ha spiegato il dirigente Maria Piera Giannasi -, ha intensificato la vigilanza e i controlli per contrastare questo genere di illeciti».
 Per fronteggiarne la diffusione è stata potenziata l’attività di controllo per evitare che le stesse aree prese di mira, se non vigilate, diventino delle vere e proprie discariche. «Per questi motivi sono state rinforzate le stazioni forestali e l’organico del nucleo di polizia giudiziaria», ha aggiunto la dottoressa Giannasi.
 Gli agenti del Corpo forestale hanno individuato complessivamente 206 discariche abusive: ben 130 sono nel capoluogo, 11 ad Ales, 9 a Bosa, 7 a Cuglieri, 5 a Ghilarza, 14 a Marrubiu, 4 a Neoneli, 11 a Seneghe e 15 a Villaurbana. I siti censiti sono stati individuati nelle periferie dei centri abitati e, talvolta, nelle aree prossime ad aziende agricole.
 «I cumuli di rifiuti sui bordi delle strade richiamano popolazioni di batteri, funghi, insetti vari, piccoli roditori, ratti, animali randagi e selvatici che, in breve colonizzano il sito - ha aggiunto Maria Piera Giannasi -. In altri casi, i rifiuti, aggrediti dagli agenti atmosferici, iniziano a rilasciare sostanze varie che danno luogo a fenomeni di inquinamento più o meno gravi, come quelli a base di amianto. Il tutto comporta fenomeni di inquinamento del suolo e delle falde, che attraverso l’alimentazione di animali al pascolo o perché assorbiti dalle colture agricole o, ancora, attraverso le falde acquifere, arriva sulle nostre tavole». Tutti i rifiuti sono poi facilmente infiammabili e costituiscono ottime esche per gli incendi.
 Per i rifiuti minimi depositati o abbandonati sul suolo, la legge prevede sanzioni che vanno da 50 a 200 euro. «Quanto rappresentato è solo ciò che è visibile ma non è raro che per risparmiare sui costi di smaltimento - ha concluso la dottoressa Giannasi - si ricorra a tecniche ancora peggiori come l’eliminazione con l’uso del fuoco o l’interramento di materiali non degradabili, tossici o nocivi, come accaduto per le numerose carcasse di bovini nella pineta di Arborea».
- Elia Sanna