Boeris, un «comandante» tra cielo e mare


PORTO CERVO.Undici anni fa scompariva, in un incidente stradale alle porte di Olbia, il comandante Alessandro Boeris Clemen, da quasi vent'anni responsabile dei Servizi di sicurezza e antincendio del Consorzio Costa Smeralda. Da Porto Cervo stava raggiungendo l'aeroporto di Olbia, destinazione Milano. Aveva ponderato a lungo, se prendere quell'aereo o no, ma alla fine aveva prevalso la voglia di qualche giorno in famiglia, e in tarda mattinata si era messo in viaggio. Alle porte di Olbia, un terribile scontro frontale con un'altra vettura: Boeris la Sardegna non l'avrebbe mai lasciata.
Era un comandante, forgiato alla scuola della Marina militare. Dopo l'Accademia navale a Livorno tra il '65 e il '69, aveva fatto una brillante carriera militare interrotta solo nel 1982, quando con il grado di capitano di corvetta aveva lasciato la Marina per trasferirsi a Porto Cervo. Pilota di elicotteri e amante del mare e della vela, era subito diventato uomo di fiducia dell'Aga Khan, che lo aveva scelto per coordinare le attività di sicurezza su tutto il territorio del Consorzio.
Nel 1982 quindi Boeris si trasferisce a Porto Cervo con la moglie Carla e le 3 figlie bambine. Era facile incontrarlo per le stradine del villaggio, estate e inverno, col suo incedere elegante e i modi garbati, solo o accompagnato dai vigilantes del Consorzio, in quegli anni un gruppo compatto formato da una cinquantina di professionisti della sicurezza. Uomini che vegliavano con discrezione sulla famiglia del Principe e su quella, più grande, dei consorziati, e che col nuovo comandante avevano instaurato un rapporto di stima e affetto: «Era uno di quelle persone dotate di un'innata attitudine al comando e al coordinamento, non solo degli uomini, ma anche delle anime». L'arrivo di Boeris all'antincendio, e poi al vertice dei sistemi di sicurezza, coincise con un periodo di grandi investimenti del Consorzio nel settore della lotta agli incendi. Gli anni precedenti erano stati funestati dai roghi di Capo Ferro e Monte Zoppo, e le ferite si riaprivano ogni estate. Per potenziare gli strumenti del Consorzio, l'Aga Khan, allora presidente, fece acquistare gli Unimog, i fuoristrada antincendio della Mercedes, e poi un modernissimo elicottero Bell 412: alla guida di quel mezzo Boeris intervenne anche nel corso del terribile rogo di Cala Sassari del 1985, pur fuori dai confini consortili: mentre gli elicotteri dell'esercito erano in difficoltà per il forte maestrale, il Bell 412 riusci a planare sul mare, riempire i serbatoi e rovesciarli sulle fiamme, tra gli applausi dei turisti.
Grandi cose, ma anche semplice buonsenso. Sempre con Boeris, per esempio, si cominciò a regolamentare l'ingresso delle auto a Liscia Ruja. «Papà ci ripeteva sempre che in caso di incendio col maestrale quella strada sterrata poteva diventare una trappola per migliaia di persone», ricordano le figlie. Da qui l'intuizione che intervenendo sull'accesso alla spiaggia si poteva evitare una situazione di pericolo. Quella pratica è in uso ancora adesso. Negli anni Novanta Boeris viene incaricato della sicurezza per la Ciga, e poi per Meridiana. Le sue ragazze, ormai grandi, nel frattempo si sono trasferite a Milano. Lui si divide tra il lavoro in Sardegna e gli affetti a Milano. Andava da loro, quel giorno di aprile di 11 anni fa.
Alessandro Boeris sarà ricordato domani con una regata nelle acque di Porto Cervo. Amici e compagni di corso, i Grifoni, sono arrivati da tutta Italia per ricordare un uomo che amava il mare, e che conosceva le nuvole. La Marina militare, lo Yacht Club Costa Smeralda e quello di Poltu Quatu, il Consorzio, Meridiana e Cerasarda hanno deciso di salutarlo cosi, ogni due anni, sospesi tra mare e cielo. Cosi come non lo hanno dimenticato gli uomini della Vigilanza, che si affidano ai versi di una poesia in gallurese, composta da uno di loro, appesa, insieme alla foto del 'Comandante", nella sede operativa della Vigilanza del Consorzio Costa Smeralda, a Porto Cervo.

Maria Luisa Farris