Da Biderosa a Montes In vetrina il patrimonio dell'Ente Foreste


Dodici anni fa diventò famosa perchè le sue incantevoli cinque spiagge furono le prime in tutta Italia ad essere soggette al ticket. Ma pochissimi sanno che all'interno dell'oasi naturalistica di Biderosa, celate tra una natura di commovente bellezza, ci sono le memorie storiche di un insediamento umano vecchio forse di millenni ma usato come ricovero per capre e maiali sino a non molte decine di anni fa. Come pochi, in confronto alle migliaia di visitatori che ogni estate affollano le sue spiagge, si sono mai spinti sul belvedere di Monte Urcatu da dove si riesce ad abbracciare con lo sguardo l'intero golfo di Orosei, tutte le vallate baroniesi sino ai contrafforti del Montalbo o ai supramonti barbaricini e dell'Ogliastra.
Questo e altro custodisce al suo interno il perimetro del cantiere che l'Ente Foreste della Sardegna gestisce dagli anni'50 a Biderosa. 587 ettari di terreno comunale che dalla statale 125, a metà strada tra Orosei e Siniscola, scalando colline e attraversando ombrose pinete e lussureggiante macchia mediterranea, vanno a tuffarsi in uno dei mari più belli della costa orientale, con spiagge di sabbia candida incorniciate da scogli di granito rosa e da ginepri secolari che arrivano sino alla battigia. Ma se le immagini di questi litorali sono ormai famose in tutto il mondo i"tesori" interni di Biderosa rimangono ancora nascosti e ignorati dai più. Cosi del resto accade per tutto l'immenso patrimonio ambientale e boschivo gestito in tutta l'isola dall'Ente Foreste che questa primavera, per il secondo anno consecutivo, ha voluto aprire i suoi 'possedimenti" al pubblico con un unico e preciso scopo: «Foreste Aperte è una iniziativa pensata soprattutto per far conoscere ai sardi i tesori naturalistici custoditi nei nostri cantieri - spiega il biologo Paolo Murgia funzionario dell'Ente che ha seguito da vicino l'organizzazione dell'evento - Il patrimonio è immenso e ha tutte le prerogative per essere sfruttato in ottica turistica». Tra cantieri di rimboschimento e foreste demaniali il patrimonio dell'Ente Foreste è complessivamente di 240 mila ettari gestiti da 6 mila e 870 forestali. L'edizione di Foreste Aperte 2010 è partita lo scorso 25 aprile dalla foresta demaniale di Funtanamela a Laconi per poi far tappa nelle domeniche successive nelle foreste del Limbara Sud di Berchidda, in quella di Marganai a Iglesias, al Montarbu di Seui a Monte Pisanu di Bono, nella foresta di Montes a Orgosolo per finire appunto due domeniche fa a Biderosa. Ovunque, nonostante alcune giornate guastate dalla pioggia, grande interesse e successo di pubblico. «L'Ente Foreste può e deve cambiare pelle e puntare sulla promozione del turismo attivo all'interno dei territori che gestisce - la certezza è di Salvatore Paolo 'Bobo" Farina, presidente dell'Ente - Biderosa è l'esempio eclatante di cosa possano offrire i cantieri forestali e le foreste demaniali nell'ottica del turismo attivo ed ecosostenibile, - dice convinto - qui c'è il mare più bello della Sardegna ma c'è anche una campagna da sogno, vestigia storiche e archeologiche e scenari mozzafiato».
Ma tutte le altre tappe di Foreste Aperte hanno fatto conoscere a migliaia di sardi posti incantevoli a due passi dalla loro città. Quasi nessuno sa che nelle foresta demaniale di Laconi si può andare a pescare trote come si fa in Trentino o che l'Ente sia in grado di mettere sul mercato del turismo alternativo qualcosa come 68 sentieri, per un totale di 280 chilometri, ideali nei 12 mesi dell'anno sia per escursioni in mountain bike o per passeggiate di Nordic Walking. Percorsi ideali anche per escursioni a cavallo e tracciati attrezzati per ipovedenti. «Queste sono solo alcune delle potenzialità che l'Ente è pronta a sfruttare - dice sempre il presidente - perchè c'è tanto da fare anche sul campo del turismo venatorio e della produzione di energia pulita e alternativa con le bio masse. Il successo di Foreste aperte è il segnale tangibile che la nostra natura può finalmente diventare fonte di ricchezza e di occupazione stabile e produttiva - conclude Farina - e l'Ente foreste è pronto alla scommessa». Ora la parola passa alla politica.

Angelo Fontanesi