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I ragazzi scoprono «sa chea»


 ALA’. Una sguardo al passato per rafforzare nei giovani il legame col proprio territorio e conservare la memoria storica delle sue tradizioni. Come l’antica trasformazione della legna in carbone.
 Ottanta alunni delle scuole primarie e medie di Alà dei Sardi, Berchidda, Buddusò, Monti, Oschiri e Padru, comuni ricandenti nella nuova comunità montana del Monte Acuto, hanno partecipato a un laboratorio didattico sulla montagna “Sa chea”, la carbonaia, un progetto promosso dall’ente montano in collaborazione col consiglio comunale dei ragazzi di Alà.
 La carbonaia era una tecnica usata in passato in gran parte dei paesi montani per trasformare la legna in carbone. Un mestiere, quello del carbonaio, che rappresenta lo stretto legame che per secoli ha unito l’uomo al bosco e alle sue risorse, costituendo un’importante fonte di occupazione per molte comunità montane della penisola e della Sardegna, fino alla metà del ventesimo secolo. «Con questo laboratorio abbiamo voluto offrire ai ragazzi l’opportunità di un’esperienza formativa che consentisse loro di approfondire il legame personale con la montagna, promuovendo consapevolezza e senso di responsabilità verso il proprio ambiente», spiega il presidente della comunità montana nonchè sindaco di Alà, Francesco Pitzalis.
 Il laboratorio si è svolto ad Alà dei Sardi dove gli studenti hanno inizialmente assistito alla proiezione di foto e filmati relativi alle fasi preliminari della costruzione della carbonaia, raggiungendo poi il sito dov’era stato realizzato, in località Su Frassu. Qui, sono stati accolti da “tziu Antoni Scanu”, conoscitore dell’antica tecnica che, insieme ai suoi collaboratori, ha ricostruito in scala la carbonaia e risposto alle domande degli studenti, ai quali è stata anche mostrata l’estrazione del carbone dalla carbonaia. «La soddisfazione più bella è stata quella di constatare la grande attenzione e partecipazione dimostrata dai ragazzi per un’attività ormai scomparsa e di cui hanno spesso sentito raccontare dai propri nonni - commenta Pitzalis -. Ciò ci fa ben sperare, affinché i giovani di oggi conservino e tramandino alle nuove generazioni le tradizioni e la storia delle nostre popolazioni montane, la passione e il legame che i nostri vecchi hanno avuto e tuttora hanno per i boschi, patrimonio immenso del nostro territorio».
 L’amministrazione comunale ha donato a tutti i partecipanti una pubblicazione sul patrimonio ambientale di Alà dei Sardi e del territorio della Comunità montana.
- Tiziana Simula