Gli ottant'anni di Pier Giuliano Tiddia

CAGLIARI.Nella lista delle persone miracolate da fra Nicola c'è anche un vescovo, monsignor Pier Giuliano Tiddia. Il 13 gennaio 1952, giovane sacerdote da meno di un mese, investito da un'auto perde i sensi e viene ricoverato in coma al 'San Giovanni di Dio". In uno dei quattro giorni trascorsi tra la vita e la morte, don Tiddia riceve la visita del fraticello di Gesturi che con poche parole restituisce speranza ai genitori del futuro Arcivescovo di Oristano: «State tranquilli - dice 'frate silenzio" - perché dovrà fare molto nella vita». Anche questo episodio verrà ricordato, domani 9 giugno 2010, durante la presentazione di un libro-intervista su monsignor Tiddia, organizzata dalla sezione sarda dell'Unione Cattolica della Stampa Italiana. Un modo per celebrare gli 80 anni compiuti dal presule, primo vescovo sardo iscritto all'Ucsi, e per ripercorrere mezzo secolo di storia della Chiesa sarda con uno dei protagonisti della storia ecclesiastica locale. Nel 1987 si faceva il suo nome come possibile arcivescovo di Cagliari, e nel 1991 quando è stato in corsa per la segreteria generale della Cei. Il libro-intervista di Gianfranco Murtas sarà presentato alle 18,30 dall'ex presidente del Consiglio Gian Mario Selis e da Francesco Birocchi, presidente dell'Assostampa, alle 18,30 nel teatro della chiesa di N.S. di Bonaria.(m.g.)